La prima domenica del mese di febbraio si apre all’insegna della cultura e dell’arte con l’iniziativa “Domenica al Museo”: progetto che consente l’ingresso gratuito ai musei. Gran parte delle città italiane ha aderito all’iniziativa. “Domenica al Museo”, in vigore da luglio 2014, permette la visita gratuita anche di gallerie, scavi archeologici, parchi e giardini monumentali dello Stato.

Anche Bologna non poteva mancare all’appuntamento, autorizzando l’ingresso gratuito alle due sedi della Pinacoteca Nazionale in S. Ignazio, via Belle Arti 56 e Palazzo Pepoli Campogrande, via Castiglione 7. Si è potuto visitare gratuitamente anche la mostra “Settanta/Ottanta. La grande grafica europea alla Pinacoteca Nazionale di Bologna”.

Presso la Pinacoteca nazionale, il visitatore può scoprire la bellezza dell’arte seguendo un percorso che si snoda cronologicamente attraverso cinque sezioni principali: dal Duecento al primo Quattrocento, il Rinascimento, dal Secondo Cinquecento ai Carracci, per concludere poi con il Seicento e il Settecento.

La novità stavolta è rappresentata dalla mostra “Settanta/Ottanta”, una brillante esposizione di ben 135 fotografie che creano un’esplosione di colori ed energia. La corrente artistica ha il nome di “Ripetizioni differenti”, nata al volgere degli anni Ottanta del Novecento, quando molti operatori culturali abbandonano le pratiche artistiche legate alle cosiddette “Neo avanguardie dure” per favorire delle ricerche volte alla riscoperta di mezzi di produzione più tradizionali e alla rivisitazione di alcuni stili del passato in chiave più contemporanea. Tra le tecniche innovative nella grafica troviamo l’acquatinta, l’acquaforte, la litografia, la serigrafia e la cera molle. Queste nuove possibilità di raffigurazione danno senz’altro vita a composizioni di ampio e vario respiro creativo.

Tra le “ripetizioni differenti” spiccano, oltre ai lavori di personalità come Lucian Freud, Peter Blake ed Emilio Tadini, anche le opere di artisti legate all’Informale storico come quelle di Howard Hodgkin e Bert Irvin, o altre che reinterpretano i linguaggi primitivisti- espressionisti di primo Novecento, avvicinandosi allo stile detto Bad Painting e al Neo-Pop.

L’iniziativa che riscuote un grande successo è un modo per sensibilizzare la gente a riavvicinarsi all’arte, una disciplina non valorizzata a dovere.

 

 

 

 

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