Body shaming: un giudizio che distrugge

Body shaming ovvero come distruggere una persona con poche frasi

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Il body shaming, è l’atto di deridere una persona per il suo aspetto fisico. In inglese significa letteralmente ‘far vergognare‘ qualcuno.

Con Body shaming si intende la pratica, diffusa sul web e sui social network, di criticare il corpo di qualcuno. Ma se riflettiamo, quasi qualsiasi caratteristica fisica può essere presa di mira. L’adiposità o la magrezza, l’altezza o la bassezza. La presenza o l’assenza. La cura della peluria corporea. Inoltre anche il colore dei capelli e l’acconciatura in generale. La forma e le dimensioni del pene o del seno. Del bacino o delle natiche. Ma anche l’odore prodotto dal corpo o un profumo. La muscolatura, la presenza o meno di tatuaggi o piercing. Anche malattie e disturbi considerati antiestetici come l’acne e la psoriasi. Portare occhiali da vista, o qualsiasi altro segno distintivo come un apparecchio per la correzione dentale per esempio.

Body shaming come bullismo

Il body shaming può essere visto anche come una forma di bullismo. Può comportare in alcuni casi delle pesanti conseguenze a livello psicologico per le vittime. Le quali si convincono di non riuscire ad adeguarsi agli irrealistici elevati standard di bellezza imposti dalla società.

Cercare di combattere questo fenomeno è molto difficile perché l’anonimato in rete a volte rende facili questi attacchi.

Questo fenomeno è conosciuto molto bene da Chiara Ferragni. La moglie del rapper è molto sensibile a questa tematica. Perché è costantemente attaccata da hater per ragioni spesso pretestuose. Per questo ha creato una bambola Trudi con le sue fattezze, già mascotte ufficiale del matrimonio con Fedez. I proventi della bambola andranno a un’organizzazione che si occupa di contrasto al bullismo, cioè Stomp Out Bullying. Questo rappresenta un simbolo concreto dell’impegno della fashion blogger contro cyberbullismo. Come ogni nuova creazione che riguarda la coppia, la bambola è stata subito sold out.

Body shaming, quando la forma del corpo è ‘sbagliata’

Da un’indagine svolta dalla Nutrimente Onlus (che consiglio di leggere attentamente) questo fenomeno colpisce una donna su due (48%). Le parti del corpo maggiormente prese di mira sono le gambe, la pancia, il fondoschiena e i fianchi. Anche molti atleti sono stati accusati di non avere una linea adatta per uno sportivo, attraverso post e commenti negativi sui social. Le statistiche indicano che il 94% delle adolescenti è stato vittima di body shaming. Oltre all’avere qualche chilo di troppo (fat shaming), anche l’eccessiva magrezza può dar adito a giudizi (thin shaming).

L’ultima tendenza delle ragazze CURVY (Curvy vuol dire essere formose) sta però cercando di scalfire questa ‘normalità irreale’. Ma comunque è stata proposta dai social media attraverso campagne denigratorie nei confronti delle persone più magre (THIN SHAMING), definite come ‘pelle e ossa’.

È un reato

Il body shaming costituisce attualmente un reato perseguibile penalmente. È necessario fare una denuncia presso la polizia postale e i carabinieri. A gennaio 2020 la Camera ha infatti accettato la proposta di legge contro body shaming e fat shaming. Prevede 8 articoli che rappresentano un’estensione della legge sul cyberbullismo approvata nel 2017.

Le vittime

Molti studi hanno evidenziato che le vittime di bullismo nel passaggio dall’adolescenza alla età adulta presentano problematiche psichiche. Disturbi come l’agorafobia (sensazione di paura o grave disagio che un soggetto prova quando si ritrova in ambienti non familiari o comunque in ampi spazi all’aperto o affollati, temendo di non riuscire a controllare la situazione), l’ansia, attacchi di panico, dipendenza, psicosi e depressione, rischio suicidario. Inoltre sono presenti anche disturbi antisociali della personalità e disequilibrio nell’alimentazione. Per fare una ‘battuta’ si rischia di distruggere una persona.

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