Giovani musicisti ‘old school’

 

 

Sono i primi anni ’90, quando un genere musicale prende piede: lo Swedish death metal.

Questo genere è caratterizzato da un suono massiccio, pesante e trascinante.

In quel periodo, per far conoscere la propria band si usava il demo, con un numero non definito di canzoni.

Veniva registrato o su MC (le famose musicassette), che i più ‘anziani’ ricorderanno sicuramente, oppure su 7” (altro non sono che i 45 giri).

Il suono non era pulito, anzi era molto rozzo e ‘ovattato’.

I BloodTank si presentano come una death metal band di stampo svedese con una formazione essenziale.

Marco, Diego e Luca, 75 anni in tre, appassionati del genere sopra citato, hanno realizzato il loro primo demo alla fine del 2017.

Partendo dalla copertina vediamo in primo piano un carrarmato con un uomo ferito (personalmente mi fa pensare ad un quasi zombie) e sullo sfondo troviamo un gioco di forme con dei palazzi semidistrutti e dei teschi, e il logo BloodTank che campeggia in alto.

Aprendo la custodia ci troviamo davanti i tre musicisti: Marco voce e basso, Diego alla batteria e Luca alla chitarra. Sotto di loro troviamo i titoli dei tre brani.

Coperti interna del CD
Coperti interna del CD

I Brani

Un demo, come appena descritto, con solo tre brani: Un Intro, Inside the War e Swedish Zombie Apocalipse.

Ascoltando la registrazione vi accorgere che quel sound riporta alla mente i vecchi anni in cui si usavano le MC.

Intro

Il Cd parte con questo intro dal sound un po’ retrò, con urla e suoni inquietanti. Si tratta di un vecchio film horror. Un perfetto inizio visto che rimane in linea con il tema del disco.

Inside the War

Questo brano, a mio modesto parere, è la canzone di punta del demo. Il ritornello ti si infiltra nei meandri cerebrali e li rimane, ed ogni tanto torna in superficie. Iiinsiide the war tutum tutum.

Il fatto che un ritornello, da subito, si impossessi delle persone, facendole canticchiare, significa che ha assolto il suo dovere virale.

Swedish Zombie Apocalipse

Terzo e ultimo brano del demo. Un suono lamentoso e quasi apocalittico ma sicuramente è un brano da pogo. Ha quella carica che ti invita a ‘dare spintoni’ non appena iniziano le prime note.

 

Valutando nel complesso il demo non posso che dare un voto più che positivo.

Avendo avuto l’occasione di vederli live posso dare un’impressione a 360°. Marco quando canta ha una voce che credo possa esser paragonata ai più grandi ‘orcoidi’ presenti nella scena swedish death (stiamo parlando di un LG Petrov ad esempio). Alla chitarra c’è Luca, un ottimo chitarrista dalla buona tecnica. Il suo suono è tanto pulito quanto ‘sporco’, non usa particolari effetti e, per chi è avvezzo a tale genere, il suono deve essere rozzo.

Diego, il batterista, ha un tocco pesante, molto, picchia quella ‘povera’ batteria facendola vibrare a dovere. Sia nei live che nel demo si nota questa corposità nel suono che non è molto veloce ma ha quella caratteristica adatta per lo swedish death metal.

Qualcuno disse che il suono deve essere, in questo caso, non tanto tecnico, quanto sporco e cattivo.

La band è molto giovane, non solo anagraficamente parlando, ha avuto parecchie difficoltà nel trovare i giusti musicisti, la strada è molto lunga e non sempre in salita, ma sicuramente con un prodotto come questo demo, avranno sicuramente molte probabilità di andare avanti.

Nel precedente articolo potete leggere una piccola intervista fatta ai BloodTank —-> https://www.periodicodaily.com/2018/02/19/intervista-ai-bloodtank-giovane-death-metal-band-old-school162096/

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