Blinken si recherà in Medio Oriente nei prossimi giorni

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Blinken si recherà in Medio Oriente

Il dipartimento di Stato americano ha resto noto che il segretario di Stato, Antony Blinken, si recherà in Medio Oriente nei prossimi giorni. La decisione è arrivata dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il dipartimento ha affermato che Blinken incontrerà le sue controparti israeliane, palestinesi e regionali per lavorare insieme per costruire un futuro migliore per israeliani e palestinesi.

Blinken si recherà in Medio Oriente?

Dopo l’annuncio da parte di Israele di aver accettato il cessate il fuoco, il dipartimento di Stato americano ha riferito che il segretario di Stato, Antony Blinken, si recherà in Medio Oriente nei prossimi giorni. Il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price, ha rilasciato giovedì sera una dichiarazione che dettaglia la comunicazione tra Blinken e il ministro degli Esteri israeliano Gabi Ashkenazi. Price ha detto che Blinken e Ashkenazi hanno discusso giovedì mattina e pomeriggio riguardo al cessate il fuoco e al viaggio di Blinken nella regione.

Price, in un comunicato stampa, ha detto: “Entrambi i leader hanno espresso il loro apprezzamento per gli sforzi di mediazione dell’Egitto. Il Segretario ha notato che continuerà a rimanere in stretto contatto con la sua controparte egiziana e altri stakeholder regionali”. Il comunicato prosegue: “Il ministro degli Esteri israeliano ha accolto con favore il viaggio programmato del Segretario Blinken nella regione. Il Segretario incontrerà le controparti israeliane, palestinesi e regionali nei prossimi giorni per discutere gli sforzi di ripresa e lavorare insieme per costruire un futuro migliore per israeliani e palestinesi”. 

Cessate il fuoco tra Israele e Hamas

La notizia arriva dopo che il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato i piani per un cessate il fuoco con Hamas. Questo ha posto fine a un conflitto di 11 giorni che ha ucciso civili e distrutto aree sia in Israele che nella Striscia di Gaza. Il cessate il fuoco è stato negoziato dall’Egitto, che era in trattative sia con Israele che con Hamas. Il cessate il fuoco metterà fine ad alcuni dei combattimenti più brutali che la regione abbia visto dal 2014. Hamas ha lanciato migliaia di razzi contro Israele, colpendo le città del nord e del sud. Israele ha risposto agli attacchi con una campagna che ha livellato edifici e altre infrastrutture a Gaza. 

Una dozzina di persone, compreso un bambino, sono state uccise in Israele. Mentre il ministero della Salute palestinese ha dichiarato che 233 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza, tra cui 65 bambini. In soli undici giorni i gruppi militanti sono riusciti a sparare 4200 razzi, contro i 4879 nei 49 giorni della guerra del 2014.

Biden ha elogiato la decisione di Israele

Il presidente americano, Joe Biden, ha lodato Israele per la decisione. Ha poi chiamato il premier Netanyahu per ringraziarlo e ribadire il suo appoggio allo Stato ebraico. Biden ha affermato: “Ho assicurato la continuazione degli aiuti militari. Gli Stati Uniti sostengono il diritto a Israele a difendersi con attacchi indiscriminati con razzi da parte di Hamas e altri gruppi terroristici. Questo conflitto ha condotto alla morte di molti civili, compresi bambini, e io ho inviato le mie condoglianze a tutte le famiglie, israeliane e palestinesi”.

Il presidente ha poi continuato: “Abbiamo tenuto intense discussioni ad alto livello ora per ora, con l’obiettivo di evitare il tipo di conflitto prolungato che abbiamo visto negli anni precedenti quando sono scoppiate le ostilità. Credo che i palestinesi e gli israeliani meritino ugualmente di vivere in sicurezza e protezione e di godere di uguali misure di libertà, prosperità e democrazia.  La mia amministrazione continuerà la nostra diplomazia tranquilla e implacabile verso quel fine. Credo che abbiamo un’autentica opportunità per fare progressi e mi impegno a lavorare per ottenerli”. Biden ha anche detto di aver parlato con il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi e quello palestinese Abu Mazen. Ha ringraziato Al-Sisi per il suo intenso lavoro diplomatico.


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