Blaise Pascal e l’uomo tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo

Blaise Pascal: la condizione umana e la ragione del cuore

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Blaise Pascal

Vita e opere di Blaise Pascal

Blaise Pascal nacque a Clermont il 19 Giugno 1623. I suoi primi interessi furono per la matematica e la fisica; a sedici anni compose il Trattato delle sezioni coniche. Nel 1654 lo vocazione religiosa irruppe prepotentemente nella vita del filosofo e Blaise Pascal, da quel momento, entrò a far parte dei solitari di Port-Royal. L’abbazia di Port-Royal fu una struttura ricostruita nel 1636 dall’abate di Saint-Cyran nella forma di una comunità religiosa, priva di regole determinate, i cui membri si dedicavano alla meditazione, allo studio e all’insegnamento. Tra i solitari di Port-Royal si diffusero le idee del vescovo Cornelio Giansenio. Le idee del giansenismo fecero capo alle tesi fondamentali di S. Agostino, in particolare alla tesi della grazia, e portarono avanti un rigorismo morale e religioso alienato da ogni compromesso. I concetti e le idee del giansenismo suscitarono le reazioni dei gesuiti, interessati solo alla pratica di proselitismo e quindi a conservare nel seno della chiesa il massimo numero di persone.

Nel 1653 Innocenzo X condannò con una bolla papale cinque proposizioni del giansenismo, successivamente, nel 1656, la disputa tra gesuiti e giansenisti fu ripresa davanti alla facoltà teologica di Parigi ed intervenne anche Pascal. Il filosofo inoltre pubblicò, nel 1657, le Lettere provinciali: capolavoro di profondità e umorismo. Blaise Pascal fu anche un uomo di scienza e contribuì con i suoi studi al calcolo delle probabilità, alla teoria della roulette e all’invenzione di una macchina calcolatrice. Dopo aver pubblicato le Lettere iniziò a lavorare ad una Apologia del cristianesimo che non riuscì ad ultimare per via della sua salute malferma. Morì a soli 39 anni, il 19 agosto del 1662; i frammenti della sua opera apologetica furono raccolti dai suoi amici e pubblicati con il titolo di Pensieri.

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La “pittura” pascaliana dell’uomo

Blaise Pascal rispetto ai filosofi a lui coevi concentò le sue riflessioni sull’uomo e sulla condizione umana.

Secondo il pensatore l’unico modo per cogliere l’essenza e la complessità della condizione umana è seguire la via del cuore e non della ragione logica. Il cuore ha una ragione che la ragione non può comprendere: la “ragione del cuore” è l’organo della ricerca dell’uomo e della morale. Pascal, inoltre, considera l’uomo contenuto fra due infiniti: l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, che sfuggono continuamente alla comprensione umana. L’individuo si riscopre “dividuo”, si meraviglia di fronte al grande e di fronte al piccolo perchè è un niente di fronte all’infinito ed è un tutto in confronto al niente. Dunque, per Pascal, l’uomo si trova in mezzo a due orizzonti che lo paralizzano. Da qui, come dice anche l’idealista Marco Ivaldo, deriva l’instabilità strutturale fra il nulla e l’essere e lo squilibrio ma allo stesso tempo l’uomo prende consapevolezza di meditare sulla sua condizione. Qui è il punto di partenza di un’etica e infatti per Pascal la dignità umana consiste nel pensiero: «l’uomo non è che una canna, la più fragile della natura, ma una canna che pensa…lavorare a ben pensare è il principio della morale».

L’elemento più importante della filosofia di Blaise Pascal è il concetto di senso della vita dell’uomo. Il pensatore riscopre il senso dell’uomo nella facoltà di pensiero. Proprio per questa ragione egli condanna il divertissement ovvero la “fugà da sè”, ciò che sottrae l’uomo dal riconoscimento di essere un uomo perchè pensa. Il divertissement è l’atteggiamento che rifugge dalla considerazione della propria condizione e che si distrae da essa volgendosi alle occasioni della vita quotidiana. Questo divertimento non è per niente conforme alla dignità dell’uomo che è il pensare.

Pascal ricopre un posto rilevante nella filosofia e nella cultura dei moderni, egli è uno spirito “universale”, ossia una di quelle voci che, analogamente ad Agostino, Leopardi, Kierkegaard, Dostoevskij, hanno avuto la capacità di parlare in profondità a tutte le menti.

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