Una mostra che unisce diversi stili artistici e “tele” non tele dell’artista aquilano DesX

Da sabato 9 novembre, presso lo studio di tatuaggi Sasha Ju Tattoo, c’è la mostra dell’artista aquilano Luca Ximenes, in arte DesX.

L’arte è l’espressione di un qualcosa che, bene o male, esce dalla parte più profonda di noi. L’uso dei colori, le tecniche scelte, l’utilizzo di strumenti come spatole, pennelli, matite, il tipo di colore, olio o acrilico o acquerello, tutto ciò viene guidato da noi, dalla parte inconscia.

In Black Dahlia, questo è il nome della mostra di DesX, troviamo opere realizzate su diversi supporti e con tecniche miste. L’ambiente raccolto in cui la mostra si è svolta ha permesso un contatto più ravvicinato con le opere.

L’amore e la morte, questo è il tema conduttore, due elementi così estremi, un pò come i quadri di DesX. Alcuni quadri sono armonici, delicati; corpi nudi sensuali ma non volgari, immagini che raccolgono il consenso di tutti (o quasi) vista la “classicità” della forma.

Le opere più estreme, quelle che d’impatto ti fanno sobbalzare, hanno non solo l’effetto di “morte”, ma sono anche immagini, seppur estreme, eleganti.

Non c’è né volgarità né pesantezza in questi dipinti, anzi, attraggono proprio per questo miscuglio di sensazioni che emenano; il quadro Kutter (olio su lino montato su tavola), presente nella locandina della mostra, vede un contrasto fra questa figura femminile, armoniosa e filiforme, e l’elemento macabro del quadro, il viso e la zona viscerale squartati e grondanti di sangue. In tutto questo, il corpo sembra essere ancora vivo.

Ellettro Signal (olio su lino) è un’altra opera dove vita e morte si intrecciano ma, essendo il tutto ben armonizzato, le due parti, vita e morte, sono schiena contro schiena e non si sovrastano; anche qui l’effetto non è disturbante, nonostante le viscere in “bella vista”.

L’opera fulcro della mostra è Leimert Park (olio su lino) una tela grande raffigurante una donna, una bambina a metà ed in alto un fiore, una dalia con del sangue grondante.
Il quadro è una chiara ispirazione al caso di cronaca del 1946 accaduto ad Hollywood, dove una giovane donna, molto bella ed affascinante, fu ritrovata in un parco, segata in due.

Come accennato all’inizio, nella mostra troviamo dei quadri raffiguranti corpi nudi delicati, per nulla volgari e con un grande potere d’attrazione.

Altro quadro interessante è Blue Drip (olio su vetro, acrilico su cartoncino). La sua composizione è davvero interessante, l’artista l’ha realizzato su due livelli, la parte anteriore in vetro e colori ad olio e posteriormente un cartoncino con colori acrilici.

Guardando i due livelli si nota come questi due siano stati realizzati in modo tale che frontalmente diano un’unica figura.

Una mostra che, se osservata nel modo giusto, ti fa entrare in quel mondo, si vedrà l’arte dal di dentro. Una mostra tutta da scoprire!

Attualmente è ancora attiva, e lo sarà fino al 23 del corrente mese.

Barbara “Skjaldmaer” Andreini

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