Birmania: Unicef, dal colpo di stato 35 minori uccisi

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Bambini birmania

Unicef: in meno di due mesi in Birmania almeno 35 minori sono stati uccisi, tanti altri sono rimasti gravemente feriti e quasi 1.000 bambini e giovani sarebbero stati detenuti arbitrariamente dalle forze di sicurezza in tutto il Paese. Vediamo insieme la terribile situazione in cui si trovano i bambini birmani.

Conseguenze catastrofiche

La repressione condotta dalle forze di sicurezza birmane dopo il colpo di stato di inizio febbraio potrebbe avere conseguenze catastrofiche per i giovani del paese. A dirlo è stata la direttrice dell’Unicef Henrietta Fore. “Sono inorridita da queste uccisioni indiscriminate che stanno avvenendo in Birmania. Si conta l’incapacità delle forze di sicurezza di esercitare moderazione e garantire la sicurezza dei bambini.


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Le Nazioni Unite

Le Nazioni Unite hanno stimato il bilancio delle vittime di sabato scorso: 107 persone, inclusi sette bambini, ma il bilancio delle vittime potrebbe aumentare ulteriormente. I media locali riportano 114 morti. “Al di là dell’impatto immediato della violenza, le conseguenze a lungo termine della crisi per i bambini del paese potrebbero essere catastrofiche”. Il funzionario ha sottolineato che i servizi sanitari di base mancavano ancor prima del colpo di stato. Citando il fatto che quasi un milione di bambini non aveva accesso ai vaccini e cinque milioni alla vitamina A.

La malasanità e le proteste

A Yangon, una bambina di un anno è stata operata sabato dopo aver ricevuto un proiettile di gomma nell’occhio, mentre giocava vicino a casa sua. Un amico di famiglia ha raccontato che la bambina purtroppo è rimasta cieca. Nella stessa città, lunedì un’altra ragazza è stata operata dopo aver ricevuto un colpo di proiettile all’orecchio. “L’orecchio è completamente distrutto, è stata colpita anche in una porzione di testa. Ha detto suo padre, aggiungendo che non possiede le finanze per poter pagare le spese mediche. Lunedì, una sessantina di bambini accompagnati dalle loro madri hanno marciato con il tradizionale costume Karen. Hanno deciso di attraversare la città dello Stato di Karen per protestare contro il crescente numero di bambini vittime di violenza, con cartelli che proclamano. “Abbasso la dittatura militare”.


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