Biotestamento, arriva (con 2 anni di ritardo) la banca dati nazionale

Il Ministro della Salute firma il decreto sulla Banca dati nazionale. Via libera alle DAT.

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A due anni dalla sua approvazione, avvenuta il 22 dicembre 2017, la legge sul biotestamento diventa finalmente operativa.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato il decreto sulla banca Banca dati nazionale e scrive su Twitter “Ho appena firmato il decreto sulla banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Con questo atto la legge sul #biotestamento approvata dal Parlamento è pienamente operativa e ciascuno di noi ha una libertà di scelta in più“.

La legge sul biotestamento è entrata in vigore già il 31 gennaio 2018, ma fino ad oggi mancava il registro per la raccolta delle dichiarazioni presentate dai cittadini, che possono essere depositate all’anagrafe dei comuni, alle Asl o negli studi notarili. Scopo della Banca dati, che ha ricevuto l’ok anche da parte del Garante per la privacy, è quello di creare un polo unico nazionale delle DAT, su base volontaria, costantemente aggiornato, e di consentirvi un accesso tempestivo da parte del personale medico in caso di necessità.

Cosa potrà fare il cittadino

E finalmente il cittadino avrà un potere di autodeterminazione sul fine-vita, quello che per anni è stato una sorta di buco nero che spaventava le istituzioni e tanto ha fatto discutere anche il mondo della Chiesa per le implicazioni che inevitabilmente ne derivano.

Oggi però, in vista di un’eventuale futura incapacità di autodeterminazione, il cittadino avrà la possibilità di esprimere preventivamente la propria volontà in materia di trattamenti sanitari, accertamenti diagnostici e scelte terapeutiche, comprese l’alimentazione e l’idratazione artificiali. Prima invece, l’ultima parola sul fine-vita spettava ai tribunali.

Le disposizioni anticipate di trattamento potranno essere redatte da tutte le persone maggiorenni, che abbiano la capacità di intendere e di volere, nella forma della scrittura privata o dell’atto pubblico, e sono modificabili, rinnovabili e revocabili in qualsiasi momento.

Il trattamento dei dati

Ai dati potranno accedere il medico che ha in cura il paziente, qualora questo sia incapace di esprimere la propria volontà, e il fiduciario, se nominato. I dati saranno poi conservati per dieci anni dopo la morte del diretto interessato. La banca dati sarà aggiornata dagli ufficiali di stato civile comunali, dai notai e dal responsabile dell’Unità organizzativa competente delle Regioni che abbiano disposto il servizio, presso i quali sono conservati gli originali delle DAT. Solo questi soggetti autorizzati potranno poi inviare copia delle DAT alla banca dati nazionale attraverso un modulo elettronico.

La politica

Soddisfazioni si registrano nel mondo della politica, come quella di Riccardo Magi, deputato di Radicali +Europa che dichiara “Finalmente l’Italia si doterà di una banca dati nazionale per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha mantenuto la promessa fatta in aula lo scorso 16 ottobre, rispondendo ad una mia interrogazione, e oggi ha firmato il decreto che la istituisce. Una conquista, questa, che è frutto delle battaglie che hanno visto l’Associazione Luca Coscioni e Radicali italiani in prima fila e che hanno portato all’approvazione, nel 2017, di una legge sul testamento biologico. Da oggi, con la banca dati in grado di raccogliere e rendere consultabili da parte dei medici le disposizioni, i cittadini italiani sono effettivamente finalmente liberi di indicare la propria volontà sui trattamenti sanitari. Ora la priorità è dare ai cittadini un’informazione completa sulla possibilità e le modalità per esercitare i loro diritti“.

L’Associazione Luca Coscioni

E ancora, tanta soddisfazione per l’obbiettivo raggiunto da parte di Marco Cappato, esponente radicale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ente impegnato nella lotta per l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.

Più volte l’Associazione aveva denunciato le mancanze del Governo, lamentando la mancanza di un registro nazionale dei testamenti biologici, di una campagna di informazione per medici e cittadini. L’Associazione aveva prima diffidato il Ministero della Salute, poi aveva fatto ricorso al TAR Lazio. La prima udienza si sarebbe dovuta tenere il 16 dicembre 2019.

Oggi invece in un comunicato ringrazia “il Ministro Speranza per la firma del decreto istitutivo della Banca dati nazionale delle Dat, uno strumento utile per rendere pienamente applicativi i testamenti biologici su tutto il territorio nazionale“.

 E commenta anche Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni “Le DAT depositate presso i Comuni o i notai saranno finalmente immediatamente consultabili dai medici in caso di bisogno, in qualsiasi struttura sanitaria del territorio nazionale. Per completare l’applicazione della legge 219/2017, ora il Ministero della Salute, le Regioni e le aziende sanitarie rispettino l’articolo 4 comma 8 della legge 219, laddove indica che questi devono provvedere “a informare della possibilità di redigere le DAT“.

Si tratta di una battaglia fortemente voluta dall’Associazione, che dal 2018 si è battuta affinché i due milioni di euro previsti in Finanziaria venissero utilizzati per creare proprio la Banca dati delle Disposizioni anticipate di trattamento.

Oggi dunque, divenuta operativa la legge, il prossimo passo concreto da compiere resta la realizzazione della campagna informativa per medici, operatori del settore e cittadini.

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