Biomembrana antitumorale impiantata per la prima volta

Questa biomembrana potrebbe ridurre gli effetti collaterali di radioterapia e chemioterapia nei pazienti pediatrici.

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Biomembrana antitumorale

A Barcellona è stata impiantata per la prima volta con successo una biomembrana antitumorale. Si tratta di una specie di cerotto contro le cellule tumorali post operazione. Esso rilascia, infatti, un farmaco chemioterapico in grado di rimuovere i resti di cellule maligne che rimangono in seguito alle operazioni di rimozione dei tumori.

Com’è fatta la biomembrana antitumorale?

La biomembrana CEB-01 è costituita da nanofibre biocompatibili e bioassorbibili. Viene impiantata immediatamente dopo la rimozione di un tumore, con il vantaggio di iniziare subito il lavoro di rimozione delle cellule tumorali eventualmente rimaste.
Il cerotto è impregnato di un farmaco antitumorale che viene rilasciato ad alte dosi per alcune settimane e poi quello strato sottile (simile a una cartina per le sigarette) di cui è composta la membrana si degrada da solo.
La radioterapia e la chemioterapia, invece, vengono iniziate generalmente alcune settimane dopo l’intervento.

Chi ha realizzato la biomembrana antitumorale?

A realizzare la speciale biomembrana antitumorale è stata Cebiotex, una società di biotecnologie che fa capo all’ospedale Sant Joan de Déu di Barcellona e al Politecnico (UPC).

L’idea di questo “cerotto”

L’idea è nata quasi 11 anni fa ad un ingegnere tessile di Arenys de Mar (Maresme), Joan Bertran. Egli cercò un sistema per ridurre i trattamenti anticancro per una bambina di 6 anni, figlia di amici, che si era ammalata.
In seguito agli interventi oncologici, spesso rimangono resti di cellule tumorali che possono facilitare la riproduzione o la migrazione del tumore in un altro punto del corpo. Per questo motivo, è necessario sottoporsi a chemioterapia e radioterapia dopo l’operazione.
Bertran pensò ad una nuova soluzione, appunto questo “cerotto” che, imbevuto di farmaci chemioterapici, riesce ad uccidere le cellule maligne rimaste nella zona del tumore, evitando così (quando possibile) la successiva radioterapia.

Il test sulla biomembrana

Secondo Joan Bertran, fondatore e CEO di Cebiotex, “la membrana CEB-01 offre un’intensa opzione di trattamento locale durante il periodo in cui non è possibile somministrare altre terapie, fino a quattro settimane dopo l’intervento chirurgico”.
La biomembrana CEB01 è stata testata con successo su un primo paziente di circa 60 anni. Aveva subito un intervento chirurgico tre mesi fa all’ospedale di Sant Pau a Barcellona.
Naturalmente dovrà ancora essere testato su un numero maggiore di pazienti adulti prima di poter essere sperimentato sui pazienti pediatrici.
L’intenzione principale dell’innovativo trattamento è proprio quella di migliorare la prognosi dei piccoli pazienti. Si punta a ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia nel cancro infantile.

La biomembrana antitumorale aiuterà molti pazienti

La biomembrana non è tossica e non causa complicazioni ma ora deve essere testato il suo effetto reale sulle cellule tumorali. Gli scienziati che l’hanno ideata specificano comunque che non è destinata a modificare i trattamenti contro il cancro, ma è intesa come complemento.
Come ha dichiarato il coordinatore del programma di chirurgia oncologica presso l’ospedale Sant Joan de Déu, Lucas Krauel, “la membrana CEB-01 apre le porte per un’oncologia pediatrica molto più efficace”.

La raccolta fondi di Cebiotex

Cebiotex ha lanciato una campagna di raccolta fondi. L’obiettivo è quello di raggiungere 1,6 milioni di euro con i quali finanziare la seconda fase clinica del trattamento. Si tratta dell’impianto di CEB-01 in 21 pazienti adulti con sarcoma dei tessuti molli presso l’Hospital de Sant Pau. Ciò permetterà successivamente, se i risultati sono buoni, di iniziare gli studi clinici con pazienti oncologici pediatrici presso l’ospedale Sant Joan de Déu.

Fonti: Cebiotex

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