Sostanze alcoliche: binge drinking e altri comportamenti a rischio. L’attenzione non è mai eccessiva. 

Le problematiche sociali e sanitarie connesse all’abuso di consumo di sostanze alcoliche meritano un’attenzione costante.

Attenzione che deve essere crescente per quanto riguarda il consumo di alcool da parte dei giovani.

I dati statistici parlano di un consumo che supera nettamente le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che raccomanda l’astensione assoluta dall’alcol fino ai 15 anni d’età.

I dati emersi fanno considerare il consumo di alcol tra i giovani una “criticità che suggerisce di mantenere alta l’attenzione su questa fascia di popolazione”come affermato nella relazione governativa presentata al Parlamento nello scorso mese di marzo.

In questo autorevole documento viene preso in considerazione anche il cosiddetto fenomeno del “binge drinking”, vale a dire l’assunzione di numerose unità alcoliche, al di fuori dei pasti, ed in un breve lasso di tempo.

Si tratta di un consumo eccessivo che si verifica episodicamente e, convenzionalmente, la soglia è stata individuata nel consumo di almeno sei bicchieri di sostanze alcoliche.

Caratteristico del binge drinking è l’assunzione smodata di alcol fino alla perdita di controllo, la maggior parte delle volte in occasione di eventi e, comunque, in compagnia di altri soggetti.

Esso viene considerato un comportamento di  consumo a rischio per gli effetti pericolosi, anzitutto per la salute delle persone ed anche per le implicazioni sociali. Del resto è la nostra stessa Costituzione che definisce la salute come un diritto dell’individuo, certo, ma anche come interesse della collettività.

Basti pensare al fenomeno delle stragi del sabato sera, riconducibili anche allo smodato consumo di alcol o ai comportamenti violenti in genere, talvolta dovuti all’alcol.

Per questo desta parecchia preoccupazione il fatto che questo fenomeno sia diventato una sorta di moda che dilaga con la velocità virale ed in questo caso deleteria.

La semplice elencazione delle aree del nostro organismo  che subiscono conseguenze da un consumo non corretto di alcol dovrebbe fare riflettere, a risentirne sono gli apparati: gastrointestinale, cardiaco, neurologico, endocrino, senza escludere, naturalmente, i danni per la salute mentale.

E’ bene sottolineare che sono stati presi dei provvedimenti a livelli normativo, dal divieto di vendita di alcol ai minori, alle diverse campagne informative.

Si tratta di una problematica che, al pari di altre, non può essere risolta solo con un intervento istituzionale ma con un apporto culturale.   

Servirebbe la stessa determinazione che, spesso, caratterizza la lotta alle altre sostanze psicotrope e stupefacenti.

Laddove le parole non dovessero essere sufficienti a considerare la portata della problematica, forse i numeri dovrebbero essere più convincenti: 56773.

Tante sono le dimissioni ospedaliere con diagnosi attribuibile all’alcol, secondo la citata relazione annuale governativa.

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