Bimota KB4: una classica moderna dell’era Kawa

La casa riminese presenta all'EICMA una sportiva dalle linee retrò e meccanica Kawasaki

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bimota kb4

All’EICMA di Milano la Bimota presenta la sua classica moderna, la KB4. Si tratta del secondo modello della casa riminese da quando è passata sotto il controllo della Kawasaki (2019), dopo la sportivissima ed innovativa Tesi H2. Sotto l’aspetto da cafè racer la KB4 mostra il meglio delle due scuole: la precisione e la cura dell’artigianato Bimota, e l’affidabilità e la tecnologia della meccanica Kawasaki. Il risultato è quello che vi descriviamo in queste righe.

Com’è fatta la Bimota KB4?

Il telaio è uno di quelli che non si trovano quasi più sulle moto di oggi. Parliamo di un bel traliccio di tubi in acciaio, con le piastre di attacco motore in alluminio ricavate dal pieno. Roba che nemmeno la Ducati realizza più, essendo ormai votata al monoscocca. Il motore imbullonato in queste piastre è di origine Kawasaki: il quattro cilindri in linea deriva dalla naked Z1000, con una cilindrata di 1043 cc. Il cambio ed il pacchetto elettronico sono gli stessi della moto giapponese, capace di ben 142 CV.


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La ciclistica è di ottima qualità, con un pacchetto di sospensioni Ohlins. Se all’anteriore, abbiamo una coppia di forcelle FG R&T NIX30, al posteriore il mono appartiene alla fortunata famiglia TTX. Il forcellone è “fatto in casa”, con doppio braccio, arcata superiore, costruito in alluminio ricavato dal pieno. L’apparato motore è avvolto da una carenatura integrale stile anni 70, oppure no. Infatti, la KB4 è disponibile in versione Race Cafè, la quale non è priva della carrozzeria se non due fascioni dall’estetica discutibile e che avvolgono il motore nella parte superiore. I freni sono della Brembo, con doppio disco anteriore da 320 mm e disco posteriore da 220 mm. I cerchi forgiati in alluminio “calzano” pneumatici Pirelli Diablo Rosso III, con un gommone da 190 al posteriore. La colorazione disponibile è una sola, la classica livrea Bimota bianca e rossa.


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