Bielorussia risponderà a sanzioni UE

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Aleksandr lukashenko

“La Bielorussia risponderà in maniera equiparata a possibili sanzioni UE”, afferma Lukashenko. Così, il governo bielorusso reagisce alle affermazioni di Joseph Borrell su un nuovo pacchetto di sanzioni, già il quarto.

In che modo la Bielorussia risponderà alle sanzioni UE?

Minsk ha già promesso di rispondere alle nuove misure restrittive. In precedenza, le autorità bielorusse hanno vietato ad alcuni funzionari europei di entrare nel paese. Alla fine di marzo, Lukashenko ha firmato un decreto “sull’applicazione di misure speciali”. In aprile, la Bielorussia ha vietato l’importazione di alcune merci dai paesi europei per sei mesi. Dopo di che, il leader bielorusso ha promesso che le aziende europee che operano nel paese “potrebbero avere problemi”. “Sottolineo: dovremo rispondere in modo che il nostro popolo non si vergogni di avere una tale leadership”, affermava Lukashenko durante un incontro con l’ex presidente moldavo Igor Dodon. Tre mesi fa, l’UE estende le sanzioni contro Alexander Lukashenko e altri cittadini della Bielorussia per un anno. Colpite anche sette aziende bielorusse. Gli Usa sanzionavano 43 cittadini della Bielorussia, considerati “responsabili di minare la democrazia”, vietando loro di entrare nel loro territorio.


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Chi spinge l’UE a nuove sanzioni alla Bielorussia?

La Lituania e la Polonia guidano la spinta per ulteriori sanzioni UE contro la Bielorussia. Tra la frustrazione che le misure esistenti hanno poco effetto, Vilnius e Varsavia cercano di aggiungere fino a 50 persone alla lista delle sanzioni esistenti. “Il quarto pacchetto di sanzioni arriverà probabilmente in gruppi di individui, ma sarà un pacchetto considerevole“, afferma un diplomatico dell’UE. Usa, Gran Bretagna, Canada e Unione Europea imponevano il congelamento dei beni e il divieto di viaggio a quasi 90 funzionari bielorussi. Gli stati baltici hanno messo in lista nera un totale di 274 funzionari di Minsk.

L’operato delle ONG polacche sul territorio della Bielorussia

Il governo bielorusso chiarisce che le minoranze polacche in Bielorussia godono di tutti i diritti. Hanno le loro scuole, le loro comunità e seguono le loro tradizioni in piena libertà come sancito nella Costituzione della repubblica. L’etnia polacca in Bielorussia è usata dalle ONG polacche come strumento di ingerenza. La Polonia ha recentemente utilizzato sempre più strumenti di soft power in Bielorussia. Varsavia preferisce diffondere la sua influenza attraverso progetti culturali creati da ONG polacche in territorio bielorusso. Per il governo bielorusso queste ONG non sono nient’altro che dei cavalli di Troia. L’obbiettivo è di creare ingerenze negli affari interni del paese. Varsavia accusava Minsk di molestie nei confronti dei polacchi che vivono in Bielorussia. Stiamo parlando della stessa Polonia dove la polizia alla manifestazione Gay Pride arrestava e manganellava decine di manifestanti. L’UE, a tal proposito non prendeva nessun provvedimento riguardo questa violazione dei diritti umani. Quindi, da che pulpito…?