Bielorussia in rivolta dopo le elezioni presidenziali

Dopo la riconferma per un sesto mandato per il presidente Lukashenko, i bielorussi sono scesi in piazza per protestare. L'opposizione in rivolta grida ai brogli. Lukashenko: "Proteste dirette da Londra, Praga e Varsavia".

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Bielorussia in rivolta
Le rivolte in Bielorussia.

Dopo le presidenziali la Bielorussia è in rivolta. La vittoria di Lukashenko ha portato migliaia di manifestanti in piazza. Nelle rivolte ci sono stati anche scontri fra dimostranti e forze dell’ordine. Si sono verificati 1 morto, dozzine di feriti e 3 mila arresti fra i manifestanti. La sfidante del Presidente, Svetlana Tikhanovskaya, si è rifugiata in Lituania. Lukashenko dichiara che le proteste sono dirette dall’estero.

La Bielorussia è in rivolta

Le elezioni presidenziali hanno confermato con l’80,23% dei voti il presidente uscente Alexander Lukashenko per un sesto mandato. Ora l’ultimo dittatore d’Europa potrà proseguire con il suo governo autoritario nel Paese.

Dopo che Lukashenko si è dichiarato vincitore, si sono scatenate le rivolte in piazza. L’opposizione, guidata da Svetlana Tikhanovskaya, denuncia i brogli e non riconosce gli esiti del voto. Inoltre chiede a coloro che credono che la loro voce sia stata rubata di non tacere.

I manifestanti scesi per le strade si sono scontrati con la polizia. Gli scontri sono finiti nel sangue. Infatti, la polizia ha sparato pallottole di gomma, lacrimogeni e idranti contro la folla. Un manifestante è morto, mentre dozzine sono feriti. La polizia ha addirittura arrestato 3 mila persone. Tra gli arresti vi sono anche numerosi giornalisti internazionali, e si denuncia la scomparsa del giornalista della testata indipendente russa Meduza, Maxim Solopov. Secondo i media russi, Solopov sarebbe stato picchiato dalle forze di sicurezza bielorusse mentre cercava di documentare i brutali scontri.

In queste giornate in Bielorussia internet ha smesso di funzionare in molte città, la candidata dell’opposizione Tikhanovskaya è fuggita in Lituania. Il ministro degli Esteri lituano Linas Linkevicius, ha dichiarato: “Dopo la seconda notte di scontri post-elezioni nell’autoritaria repubblica ex sovietica, la Tikhanovskaya è arrivata in Lituania ed è al sicuro”.

Lukashenko grida al complotto delle potenze straniere

Il presidente Lukashenko minimizza le proteste, e grida al complotto, asserendo che le manifestazioni sono dirette dall’estero. Secondo lui, infatti, le proteste sarebbero dirette da Polonia, Gran Bretagna e Repubblica Ceca.

Lukashenko ha dichiarato: “I servizi speciali hanno registrato chiamate dalla Polonia, dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca. Non permetterò mai che ci sia qui in Bielorussia una piazza Maidan, non importa quanto qualcuno lo voglia”. La piazza Maidan è il luogo della rivoluzione ucraina del 2014, che portò alla caduta del presidente filorusso. Questo permise di avvicinare Kiev all’Occidente.

Ha inoltre aggiunto: “Non parlerò della Polonia: da lì cercano di tirare i fili. Non parlerò dell’Ucraina: molta gente è venuta da lì. Sono sicuro che questa non una politica statale ma là ci sono molte persone ‘patite’ del Maidan. Purtroppo alcune persone sono venute anche dalla Russia”.


Bielorussia – Rifugiata in Lituania la sfidante di Lukashenko

Elezioni in Bielorussia – continua il dominio Lukashenko


Le reazioni della Comunità Internazionale alla Bielorussia in rivolta

Il presidente della Russia Vladimir Putin e quello della Cina Xi Jinping si sono congratulati con Lukashenko per la grande vittoria.

L’Unione Europea chiede invece che il conteggio dei voti sia trasparente. Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiede a Minsk di garantire che i voti nelle elezioni siano conteggiati e pubblicati in modo accurato. Inoltre, chiede che durante le manifestazioni i diritti fondamentali delle persone vengano rispettati.

La cancelliera tedesca Angela Merkel condanna le violenze e ritiene inaccettabile che gli “standard minimi democratici” non siano stati rispettati. Il ministro degli Esteri tedesco chiede addirittura di ripristinare le sanzioni contro Minsk.

Infine, il premier polacco Mateusz Moraviecki chiede un vertice europeo straordinario. Dice infatti: “Le autorità bielorusse hanno usato la forza contro i loro cittadino che chiedevano un cambiamento nel Paese. Dobbiamo sostenere il popolo bielorusso nella sua ricerca della libertà”.