Bielorussia: annunciato il nuovo referendum costituzionale

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Bielorussia

Ieri, Lukashenko ha annunciato che entro febbraio 2022 in Bielorussia si terrà un nuovo referendum costituzionale. Durante i suoi 27 anni alla guida dell’ex repubblica sovietica, il capo di stato ha già tenuto tre referendum. Nei quali ha abolito i limiti del mandato presidenziale, modificato la costituzione e riportato in auge i simboli di stato dall’aspetto sovietico.

Su cosa verterà il referendum in Bielorussia?

Il 28 settembre, Aleksandr Lukashenko ha partecipato alla sessione estesa della Commissione costituzionale. Dinanzi alla Commissione, il presidente della Bielorussia ha proclamato un nuovo referendum riguardante le modifiche da apportare alla Legge Fondamentale dello Stato. Questo perché Lukashenko non può permettere che l’opposizione vada al potere, in quanto quest’ultima potrebbe “distruggere il paese”. Secondo le parole del leader, riportate sul sito istituzionale del Presidente, i cambiamenti alla Costituzione sono volti a rendere la stessa più armonizzata ed equilibrata ridistribuendo i poteri del presidente, del parlamento e del governo. E stabilire lo status costituzionale per l’Assemblea popolare di tutta la Bielorussia. Ma, non sono stati ancora forniti i dettagli in merito al nuovo progetto e sul ruolo che dovrà avere la l’Assemblea Popolare Bielorussa. 

Qual’è il ruolo dell’Assemblea del popolo bielorusso?

Secondo il capo dello Stato, una delle proposte più importanti della Commissione costituzionale riguarda l’introduzione dello status costituzionale del Congresso del popolo bielorusso. Nella sua forma attuale, l’Assemblea Popolare di tutta la Bielorussia è solamente una riunione periodica di lealisti che non ha poteri governativi. Secondo Franak Viacorka, un consigliere dell’opposizione in esilio Sviatlana Tsikhanouskaya: “Lukashenko sta radunando i lealisti alla cosiddetta Assemblea popolare di tutta la Bielorussia per potersi legittimare agli occhi del popolo”. “Siccome Lukashenko ha capito che ha perso il sostegno della gente, perciò si aggrappa ancora al potere con tutti i mezzi possibili”.


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Perché vi è la necessità di un referendum costituzionale in Bielorussia?

Lukashenko ha annunciato la necessità di cambiare la Costituzione al fine di precludere all’opposizione di andare al potere. Infatti, dopo le elezioni presidenziali dell’agosto 2020, vi è stata un’immensa ondata di proteste anti governative, nelle quali si inneggiava alla rimozione del dittatore accusato di aver falsificato i risultati elettorali a proprio favore. Però, quest’ultimo ha reagito con una vera e propria repressione del dissenso. Per mezzo di continui arresti dei leader delle opposizioni, dei giornalisti non allineati e di altrettanti dissidenti politici. In totale gli arresti sono stati circa 35000. Inoltre, la repressione del dissenso operata da Lukashenko ha portato, anche, a un dirottamento aereo nei cieli europei e la fuga dei leader dell’opposizione in paesi limitrofi.

Bielorussia: un referendum per cambiare o per mantenere il potere?

La repressione operata finora dal regime di Lukashenko a qualsiasi forma di opposizione fa presumere che il leader voglia accentrare ancora di più il potere nelle sue mani. Invece che distribuire il potere nei veri organi politici sopramenzionati. Secondo Alyaksandr Klaskouski del Belarus Service di Radio Free Europe: “Lukashenko non vuole cambiare il sistema. Anzi, vuole che il regime rimanga lo stesso e che gli attuali leader decidano a chi sarà concesso il potere”. Lukashenko guida il paese dal 1994 e continua a rifiutarsi di negoziare con l’opposizione per una transizione politica e nuove elezioni. In passato, Lukashenko aveva suggerito che sarebbe stato disposto a dimettersi solo dopo aver apportato modifiche alla costituzione. Ma, negli ultimi mesi ha smesso di menzionare tale possibilità. Infatti, il presidente bielorusso vorrebbe portare a termine il suo mandato elettorale che scade nel 2025.


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Le dichiarazioni di Lukashenko

Nelle parole pronunciate, ieri, Lukashenko fa menzione anche di coloro che credono che un referendum non sia necessario e che si debba andare avanti per la strada attuale. Ma, per il leader di Bielorussia: “questo non può essere accettato. Abbiamo promesso di fare un referendum sulla Costituzione. Ci è stato chiesto di fare dei cambiamenti. Abbiamo capito noi stessi che l’essenza della vita è cambiare continuamente. Ogni cambiamento deve servire solo a scopi buoni. I cambiamenti devono servire allo sviluppo evolutivo”. Così per assicurare un cambiamento in Bielorussia non si devono cambiare leader, ma la Costituzione stessa infatti: “la Costituzione assicura un normale movimento in avanti. Vediamo i cambiamenti. I cambiamenti devono essere basati sui fondamenti. Tutto dovrebbe essere legale. E la Costituzione porrà le basi per questi cambiamenti”.

L’opposizione

In questi mesi, l’opposizione bielorussa e le organizzazioni internazionali hanno proposto colloqui con il governo di Lukashenko sotto gli auspici dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Ma, imperterrite, le autorità bielorusse hanno respinto le proposte. Secondo l’opposizione bielorussa, le nuove modifiche alla Costituzione impedirebbero al movimento di protesta di poter prendere il potere. Infatti, i dissidenti hanno denunciato tale cambiamento come un esercizio fasullo per mantenere l’anziano leader in carica. Sostenuto dalla Russia, Lukashenko con il suo governo ha ritratto, per mesi, i manifestanti come criminali sostenuti dall’estero e inclini ad una rivolta violenta. Secondo l’analista indipendente Valery Karbalevich: “Lukashenko non ha intenzione di andare da nessuna parte, sta aumentando le repressioni per assicurarsi un risultato referendario di cui ha bisogno. Il Cremlino lo ha aiutato a mantenere il potere, e il referendum è necessario per cementarlo”.