Biden sorpassa Trump nei sondaggi

Il democratico Joe Biden sta guidando i sondaggi presidenziali come possibile alternativa a Trump, nonostante il candidato non abbia fatto breccia tra l'opinione pubblica generale per la sua scarsa visibilità

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Secondo i recenti sondaggi raccolti da autorevoli istituti a livello nazionale, il candidato democratico Joe Biden si sarebbe ritagliato il ruolo di “alternativa” a un sempre più impopolare Donald Trump, accusato dall’opinione pubblica di aver mal gestito l’epidemia e dell’essere più interessato ai risvolti economici del lockdown piuttosto che alla salute delle persone. 

L’ex braccio destro di Obama risulta in testa di almeno 8 punti sul rivale in quasi tutti i sondaggi condotti questo mese soprattutto in Florida, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, tutti Stati che nel 2016 avevano consentito al presidente uscente di sconfiggere l’allora Segretaria di Stato Hillary Clinton.

Se Trump perdesse il favore di questi quattro Stati “decisivi” potrebbe verosimilmente considerarsi sconfitto alle elezioni del 3 novembre.

Secondo i sondaggi della Fox News, agenzia vicina al tycoon, Biden avrebbe un vantaggio su Trump di almeno 8 punti percentuali in Michigan e Pennsylvania, mentre i dati raccolti da Reuters mostrano il candidato democratico in testa di tre punti in Wisconsin, 6 punti in Pennsylvania e 8 in Michigan. Il Quinnipiac dà Biden avanti di 4 punti in Florida.

A metà aprile i dati raccolti congiuntamente da Wall Street JournalNBC mostravano Biden in vantaggio sul candidato repubblicano per un range stimato dal 42 al 49%, nonostante il candidato non goda di visibilità tra il pubblico, anzi, si sia rivelato piuttosto carente quanto a incisività tra le fila dell’elettorato americano.

Solo il 26% degli intervistati ha dichiarato di fidarsi di quanto affermato da Biden riguardo alla crisi sanitaria contro il 29% di quanti non ne hanno ritenuto condivisibile la posizione.
Un preoccupante 42% dei sondaggiati ha riferito di non essere neppure a conoscenza di cosa il democratico avesse detto.

Al contrario i briefing televisivi, le conferenze stampa e le dichiarazioni rilasciate sull’ormai consunto account social di Trump sono all’ordine del giorno.

La pandemia è un’arma a doppio taglio per Biden” ha affermato Ed Rendell, governatore della Pennsylvania.

Alla NBC News Rendell ha spiegato: “È molto difficile ottenere uno spazio televisivo durante una crisi come questa, anche se non sono del tutto sicuro che una diretta apporterebbe dei benefici a Biden”.

E ha aggiunto: “Penso che Trump stia andando molto male: chiunque guardi quei briefing di due ore se ne va pensando che sia assolutamente pazzo (…) e che non abbia a cuore gli interessi degli americani”.

I risultati raccolti a livello nazionale fanno osservare come Trump non riesca a superare la soglia del 40% dei consensi. A gravare su Trump sarebbero soprattutto le disattese aspettative che hanno riguardato il mercato del lavoro, entrato in forte crisi a seguito del lockdown imposto per il contenimento dell’epidemia. 

Secondo gli analisti, al presidente sarebbe rimasto poco spazio di manovra per migliorare la sua popolarità il che gioca tutto a favore di Biden, che potrebbe vincere le elezioni senza muovere un muscolo.

Come di consueto Trump ha adottato la solita tecnica di schernire i propri avversari attribuendo loro un nomignolo sarcastico, abitudine alla quale il presidente aveva dato ampio sfogo nei confronti di tutti i dodici candidati democratici in lizza alle primarie del partito. 

Questa volta, però, potrebbe non essere sufficiente.

La personalità calma e impassibile di Biden, infatti, potrebbe avvantaggiare il candidato se  paragonato a un presidente noto per aver più volte rimescolato le carte in tavola e posto sé stesso al centro dell’attenzione, soprattutto dopo il processo di impeachment che lo ha visto coinvolto tra la fine del 2019 e i primi mesi di quest’anno.

Questa, almeno, è l’opinione espressa dall’ex deputato repubblicano Phil English che alla NBC ha spiegato: “Se [Biden] dovesse confrontarsi una figura meno polarizzata di quanto lo sia Trump, avrebbe sicuramente una posizione molto inferiore. Diventa facile per lui essere scelto come migliore alternativa a Trump, pur senza fare granché”.

Fino a ora Biden ha cercato di migliorare la propria visibilità attraverso email, discorsi politici in streaming e tweet nel tentativo di riservarsi uno spazio contro un presidente onnipresente, diffondere le proprie idee ed evitare il rischio di presentarsi semplicemente come un “non Trump”.

Tuttavia la sua intera campagna – fondata sul mantra “Twitter non è la vita reale” – è diventata il suo principale limite e monito. 

L’ultima comparizione pubblica di Biden risale ormai al 12 marzo scorso, prima che le regole di distanziamento sociale impedissero anche negli Stati Uniti le occasioni di assembramento.

L’ultimo comizio tenuto dal democratico si era svolto il 9 marzo a Detroit, durante il quale il candidato era stato affiancato dal governatore del Michigan, Gretchen Whotmer, e dagli ex sfidanti democratici – poi ritiratisi dalla corsa – Kamala Harris e Cory Booker che avevano annunciato di sostenere Biden alle presidenziali.

Già in quell’occasione gli organizzatori avevano sterilizzato per quanto possibile l’ambiente e spruzzato disinfettante sulle mani dei partecipanti.

In generale Biden si è mostrato poco in pubblico. Tra gli eventi più recenti, l’ex vicepresidente è apparso in un videomessaggio il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra e una seconda volta in diretta streaming mentre teneva un incontro con alcuni lavoratori, tutti ospitati presso la sua residenza a Wilmington, nel Delaware.

La grande sfida per Biden sarà di riuscire a conquistare l’elettorato anche a costo di abbattere quel “muro” di velata freddezza che pare circondare il candidato e che probabilmente gli ha impedito di vincere le elezioni nel 2016.

Per farlo, gli restano poco più di sei mesi.

Il professor Larry Sabato, del Dipartimento di scienze politiche dell’Università della Virginia, ha spiegato: “In quest’era estremamente polarizzata le elezioni saranno determinate dal partito che otterrà i maggior successi nei dieci Stati che contano e dalla presenza/assenta di partiti indipendenti al ballottaggio di novembre”.

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