Biden-Messico: il vaccino in cambio di aiuto per migranti

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Biden-Messico

Sorge uno scambio Biden-Messico per fronteggiare i migranti alla frontiera comune. Il presidente degli Stati Uniti, ha attuato un vero e proprio scambio, riguardante 2,7 milioni di dosi di vaccino per far fronte al problema immigrazione.

Di cosa tratta lo scambio Biden-Messico?

Il sistema d’accoglienza, legato alla frontiera comune, in questi mesi è andato letteralmente in crisi. Ciò perché il numero di migranti in arrivo, dopo il Governo Trump, è di gran lunga aumentato. Questi arrivano a causa della situazione d’emergenza che li affligge. I vaccini sono pronti per l’arrivo entro la prossima settimana. Nel frattempo Andrés Manuel Lopez Obrador ha blindato il confine con il Guatemala. Sebbene l’appello di Biden, ha dato il campanello d’allarme, entrambe le parti negano una correlazione fra il vaccino ed il blocco migratorio. Secondo ciò che riporta il New York Times, l’accordo fra le parti, sarebbe avvenuto a porte chiuse ad inizio del mese di marzo. Uno degli hub produttivi del vaccino AstrAzeneca, si trova proprio in Messico, ma pare che le dosi non bastino.

Emergenza al confine per l’amministrazione Biden

Il flusso migratorio è incrementato per il Governo Biden

Per il Messico, si tratta di ottenere maggiori dosi di vaccino. Mentre, per quel che concerne il Governo Biden, la questione si aggira attorno a quella dell’immigrazione. A febbraio sono stati catturati ben 100 mila immigranti e posto il fermo per 4 mila al giorno. Come abbiamo detto, il fatto Biden-Messico per ambedue le parti non sussiste. E non esisterebbe nemmeno la correlazione di scambio fra i vaccini ed il fermo delle frontiere da parte del Messico. Ma i dati, mostrano ben altra realtà. Gli incrementi di flussi migratori, dopo il Governo Trump, sono aumentati esponenzialmente. Fatto che ha dovuto archiviare la retorica anti-immigranti che aveva attutato Donald Trump. Dalla quale, Joe Biden si era sempre ben scostato. Allentando la stretta, l’America in risposta a ciò, si è vista piombare “in casa” un gran numero di immigrati.