Biden chiede unità, ma l’America è ancora divisa

Il presidente americano ha chiesto la fine della guerra totale nel dibattito politico. Tuttavia la politica americana sembra sempre più divisa

0
325
Biden chiede unità

Sono passati quasi tre mesi da quando il neo presidente Biden ha chiesto unità nel suo discorso inaugurale. Tuttavia, per ora, sembra che le parole di Biden siano solo un sogno. Repubblicani e democratici sono sempre più in lotta e in disaccordo. Vi sono lotte anche all’interno degli stessi partiti tra estremisti e moderati. Dopo quattro anni “pazzi” di Trump, l’America, ma anche il mondo intero, sembrava tirare un sospiro di sollievo con l’elezione di Biden. Tuttavia sembra che l’America sia sempre più divisa, non solo in due, ma in quattro, repubblicani, democratici, repubblicani estremisti e democratici “progressisti”. Una cosa che spaventa è che dai sondaggi sembrerebbe che gli estremisti stiano avendo la meglio sui moderati. Ecco a voi gli Stati Disuniti d’America.

Biden chiede unità, ma riuscirà nel suo intento?

Sono passati quasi tre mesi da quando il presidente Joe Biden ha pronunciato il suo discorso inaugurale, nel quale ha chiesto unità e esortato gli americani e politici ad “abbassare la temperatura politica”. Biden aveva affermato: “La politica non deve essere un incendio violento che distrugge tutto sul suo cammino. Ogni disaccordo non deve essere motivo di guerra totale. Dobbiamo rifiutare una cultura in cui i fatti stessi sono manipolati o addirittura fabbricati”. Tuttavia, nonostante le parole di Biden, sembra che la politica americana sia sempre più divisa. Democratici e repubblicani continuano a litigare tra di loro, e inoltre vi sono guerre anche all’interno deli partiti stessi.

Dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio, democratici e repubblicani hanno continuato a farsi la guerra. Alcuni democratici hanno ritenuto i repubblicani pubblicamente responsabili dell’assalto a Capitol Hill. La rappresentante progressista Alexandria Ocasio-Cortez ha accusato il senatore repubblicano Ted Cruz di averla “quasi assassinata”. Il commento di Ocasio-Cortez ha spinto la rappresentante repubblicana di estrema destra Marjorie Taylor Greene a scagliarsi contro di lei. Questo è solo un esempio di come Dem e GOP siano in guerra.

Trump e le restrizioni di voto

La lotta tra i due partiti ha riportato sotto i riflettori l’ex presidente Donald Trump, che ha continuato con la sua retorica sulle frodi elettorali. Questo ha portato ad un acceso dibattito sulle restrizioni al voto. Numerosi Stati, a maggioranza repubblicana, hanno deciso di introdurre nuove leggi per limitare il voto per posta o per assente. I legislatori e i governatori repubblicani hanno introdotto queste leggi anche galvanizzati dai sondaggi che mostrano che il 60% dei repubblicani continua a credere all’affermazione di Trump secondo cui le elezioni del 2020 gli sarebbe state rubate. Questo ovviamente ha scatenato l’ira dei democratici, che accusano i repubblicani di voler limitare il diritto di voto soprattutto alla comunità afroamericana.

Ma non solo, l’approvazione dei disegni di legge sulle restrizioni del voto ha portato ad un disaccordo sfociato in una guerra totale, che ha coinvolto anche le grandi aziende americane.  Le nuove leggi della Georgia hanno coinvolto anche lo stesso presidente, che ha definito il disegno di legge “Jim Crow del 21° secolo”. Lo stesso presidente è quindi andato in contrasto con i suoi appelli per abbassare l’intensità delle lotte politiche.

Biden chiede unità: nascono le lotte all’interno dei partiti stessi

In mezzo alle lotte tra repubblicani e democratici si accendono anche le lotte all’interno dei partiti stessi. I democratici progressisti fanno la guerra a quelli moderati, così come i repubblicani radicali cercano di contrastare i moderati. In molti Stati gli estremisti di entrambi partiti stanno cercando in tutti i modi di spodestare i moderati con ogni mezzo.

Il desiderio di Biden di riunificare per ora è lontano

Il desiderio di Biden di riunificare l’America per ora è lontano. Una cosa però è certa: non importa quali siano i sogni di Biden, l’attuale stato della politica è redditizio per alcuni politici. Ocasio-Cortez ha raccolto 20,6 milioni di dollari per la sua campagna elettorale, mentre Taylor Greene ha raccolto 3,2 milioni di dollari in soli tre mesi. Inoltre la guerra porta il vantaggio di generare supporto dalla base di ciascuna parte. Ogni dichiarazione è progettata per stimolare il massimo entusiasmo tra i sostenitori. Fino a quando i politici non saranno ritenuti responsabili delle loro azioni, e non verranno condannati per la diffusione di notizie false o fuorvianti, gli Stati Uniti d’America rimarranno sempre un miraggio.

Questa guerra tra i partiti porterà solo ad una cosa. Il Congresso sarà occupato dai soli estremisti che penseranno solo a mantenere il potere, creando odio e divisione, invece di risolvere i problemi reali dei cittadini.  Governatori e sindaci competenti ma moderati, verranno spodestati da estremisti incompetenti. Questo mi porta ad una domanda: siamo arrivati alla fine del sogno americano? Forse sì, l’America si sta dirigendo in uno dei periodi più bui della storia.


Leggi anche: Biden annuncia stretta su armi e su produttori