Biciclette in legno: il futuro della mobilità su ruote

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Biciclette in legno? Perché no. L’idea è di un produttore di mobili gallese: vediamo di cosa si tratta.

Le biciclette in legno possono essere il futuro?

Negli ultimi due anni si è verificato un boom nelle vendite di biciclette. Questo però ha posto, come primo ostacolo, la carenza di materie prime per produrle: per questo qualcuno si è posto la domanda. Perché non realizzare delle biciclette in legno?


Bioedilizia la riscoperta del legno


Un’alternativa sostenibile

L’azienda si chiama Twampa Cycles, con sede a Hay-on-Wye, ai piedi delle Black Mountains: siamo al confine con il Galles. Qui si è deciso di non utilizzare fibra di carbonio, acciaio e alluminio per realizzare i velocipedi, bensì legno, appunto. Per l’esattezza, frassino coltivato in Gran Bretagna. “È fantastico spingere per più biciclette e meno auto sulla strada” ha affermato il fondatore dell’azienda, Andy Dix. “Ma non puoi sfuggire al fatto che l’industria delle biciclette nel suo insieme sia ad alta intensità energetica”.

Ridurre l’impatto ambientale

Nella pratica, la riduzione dell’impatto ambientale è sempre stato uno degli obiettivi di Andy Dix. “Invece di fare affidamento su metalli lavorati o strati di plastica che un giorno finiranno in discarica, sto costruendo biciclette dal carbonio catturato, in un processo alimentato dalla luce solare” ha spiegato. Dix, nato a Cardiff, è nel campo della produzione di mobili da 17 anni, e nel suo tempo libero la mountain bike è una delle sue passioni. Proprio da questo è nata la sua azienda, creata in collaborazione con l’autore Rob Penn.

Twampa Cycles e le sue origini

Prima che quest’avventura iniziasse, Rob Penn era alla ricerca di artigiani che realizzassero oggetti da un frassino abbattuto per un suo libro. Andy Dix ha accettato la sfida. “Abbiamo parlato di cosa potrei costruire e ho suggerito una bici” ha raccontato. “Sembrava una buona scelta, ma in realtà non avevo esperienza nella costruzione di biciclette e Rob aveva una scadenza per la pubblicazione. Alla fine, invece, gli ho costruito una scrivania”. Primo tentativo fallito, dunque: ma non era finita. “Più ci pensavo, più sapevo che dovevo realizzarlo, semplicemente per capire se potevo” ha continuato.

L’importante è iniziare

Sono stati necessari due anni a Dix per costruire il suo primo prototipo. L’ha poi collaudata nelle strade più accidentate, rendendosi conto di aver realizzato una bicicletta estremamente comoda. “Il frassino è relativamente economico e abbastanza facile da elaborare. È un materiale molto utile, ma è anche brillante nell’assorbire le vibrazioni. Stavo guidando lungo strade dissestate che mi avrebbero scosso su una bici classica. Allora ho capito: non solo potevo realizzare biciclette in legno, ma questo aveva vantaggi intrinseci rispetto ad altri materiali”.

Una mano in più

Il prototipo ha avuto successo, e Dix ha dovuto trovare nuovi modi per ottimizzare il processo e i tempi di produzione. Per far questo ha trovato un partner nel FabLab della Cardiff Metropolitan University, coniugando così le sue competenze con la progettazione e la produzione digitale. Le tavole di frassino sono oggi selezionate da una segheria locale, e vengono poi unite a mano. Le assi sono modellate e scavate da macchinari controllati da computer, che sono ritagliate per ottenere il triangolo anteriore della bicicletta. Le finiture al telaio sono aggiunte da Andy Dix nel suo laboratorio.

Testata su terreni accidentati

Certo, qualcuno potrebbe obiettare che una bicicletta di frassino non sia così resistente. Anche su questo Andy Dix rassicura: il legno, infatti, ha un rapporto peso/resistenza migliore rispetto all’acciaio e all’alluminio. Aggiunge di aver percorso più di 3000 miglia con il suo prototipo, “guidandola duramente in montagna e su percorsi per i quali non è progettato”. Inoltre, il telaio è stato sottoposto a test di fatica che simulano incidenti ad alto impatto. “Ed è passato a pieni voti” è il verdetto.

Un progetto a basse emissioni

Uno studio effettuato in concorso tra il marchio di biciclette Specialized e la Duke University di Durham, Carolina del Nord, ha rilevato che la produzione di un solo anno dei suoi telai per la bici da strada Allez genera la stessa quantità di CO2 della guida di un Suv a benzina per 15 milioni di miglia. Inoltre, almeno un terzo del materiale è sprecato nei processi di produzione, e alcuni impianti scaricano gli scarti in mare. “I dati sulle emissioni sono sorprendenti” riflette Dix. “La produzione di una tonnellata di tavolato emette meno 457 kg di CO2: in altre parole, il legno blocca il carbonio. Produrre una tonnellata di alluminio ne emette 4532”.

Un materiale illimitato

Un’altra obiezione che si potrebbe muovere alle biciclette in legno Twampa è il costo: il telaio standard, infatti, può raggiungere le 3000 sterline (circa 3600 euro). Oltre a questo, Dix non si illude sull’impatto che potrà avere la sua azienda sulle emissioni di carbonio: ma crede anche che un primo passo nella giusta direzione sia stato fatto. L’ultimo suo progetto è una e-bike realizzata in concorso con la startup scozzese FreeFlow Technologies.

Cambiare il pensiero

“I nostri antenati costruivano cose straordinarie con il legno, ma è stato usurpato da materiali più moderni” spiega ancora Dix. “Abbiamo questo materiale ingegneristico incredibilmente sofisticato che cresce naturalmente intorno a noi. È ora che le persone inizino a pensarci allo stesso modo dei nuovi materiali come la fibra di carbonio”. Allo stesso tempo, il suo socio Rob Penn sta testando un’altra delle bici di prova ad Abergavenny, dall’altra parte delle Black Mountains. Ammette di essere stato inizialmente dubbioso, ma che adesso farà di tutto per potersene permettere una.

Un uso migliore del legno

Rob Penn è anche il patron della Small Woods Association, ed è stato sostenitore della campagna Stump Up for Trees, impegnata a piantare un milione di alberi a Brecon Beacons. “C’è una svolta globale verso la piantumazione di alberi come mezzo per mitigare il cambiamento climatico. Ma non ha senso piantare alberi se non useremo il legno per trattenere il carbonio” ha affermato. “Fare un uso migliore del legno nella parte posteriore della vita di un albero è fondamentale. E quale modo migliore per farlo se non in bicicletta?”.