Biblioteche in Francia: una legge ne protegge 16,000

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Sappiamo bene che le biblioteche sono beni culturali preziosissimi, da proteggere ad ogni costo. In Francia, una nuova legge punta a tutelarne ben 16,000.

Le biblioteche saranno davvero tutelate?

L’idea è stata della senatrice socialista Sylvie Robert, e riguarda sia biblioteche comunali che intercomunali. Considerando che oltre 12 milioni di persone ne usufruiscono, era naturale che si pensasse a proteggerle. E la normativa in oggetto comprende i principi fondamentali che le governano: libertà, libero accesso, neutralità del servizio pubblico e pluralismo delle collezioni.


Biblioteche dal design suggestivo nel mondo


Missioni importanti

“La missione delle biblioteche è di garantire a tutti pari accesso alla cultura, all’informazione, all’istruzione, alla ricerca, alla conoscenza e al tempo libero, nonché promuovere lo sviluppo della lettura” ha spiegato la senatrice. Anche i deputati francesi sembrano pensarla allo stesso modo, in quanto il potenziale di questi luoghi è altissimo. In esse è possibile preservare il patrimonio linguistico, le lingue regionali, colmare il divario di competenze digitali, oltre a ridurre l’analfabetismo (attualmente al 7% in tutta la Francia).

La nuova legge

La nuova normativa, adottata all’unanimità in seconda lettura, stabilisce anche che le collezioni delle biblioteche pubbliche debbano essere libere da qualsiasi forma di censura ideologica, politica o religiosa, e di pressione commerciale. La senatrice Robert spera che entri in vigore il prima possibile, e anche la senatrice Elsa Schalck approva. “Le biblioteche non sono più solo un luogo di conoscenza o di studio, hanno una vocazione sociale” ha affermato.

Biblioteche in ottima salute

Sulla stessa linea il senatore David Assouline, che insieme ad altri colleghi si dice “gratificato” vedendo che le biblioteche godono ancora di ottima salute e svolgono a tutt’oggi un ruolo importante nell’istruzione. “La cultura in generale è un baluardo contro tutte le delusioni che alcune persone distillano nel nostro Paese. I libri sono sempre stati simbolici: del resto, per prima cosa i fascisti iniziarono a bruciarli” ha dichiarato.