IL BIBLIOCARRO – “IL LIBRO è IL MIGLIOR AMICO DELL’UOMO”

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Dal novecento, con lo sviluppo delle tecnologie e dei social media gli hobby e gli interessi delle nuove generazioni sono in forte cambiamento. Gli aggeggi elettronici prendono il posto delle interazioni visive, i ragazzi diventano passivi nelle relazioni umane. I mezzi più umili usati come strumento di trasmissione culturale, vengono sostituiti da tablet, pc, cellulari di alta tecnologia.
I bambini crescono in una realà MULTIMEDIALE, nella quale l’unico obiettivo è quello di essere all’avanguardia.
In passato, nel nostro paese tradizionalista e conservatore, l’unico mezzo per trasmettere cultura era proprio il libro.
Primo mezzo umile ed efficiente, fu il primo strumento ad avvicinare l’uomo alla cultura, attraverso storie, racconti reali o inventati, che permettevano lo scambio di idee e il dialogo.

 

PERCHè IL LIBRO è IMPORTANTE?

Il libro è sin dal principio il primo mezzo per la trasmissione culturale: racconta storie, racconta di se’ e degli altri, dei propri punti di forza e non; aiuta a prendere consapevolezza di se’ stessi e sviluppa una forte capacità di autocritica.

La lettura di fiabe aiuta alla auto-realizzazione, alla capacità di giudizio e di riflessione; aiuta a scindere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il buono dal cattivo.
é importante per sviluppare il primo attaccamento, la prima forma di “fiducia” tra madre-figlio.
Quale bimbo va a letto senza la “favola della buonanotte”?
Il libro inserisce il bambino nel contesto socio-culutrale in cui vive, rinforza il suo “spirito di appartenenza” ed è il primo strumento con cui il bambino si approccia, grazie al quale acquisisce sicurezza in modo tale da riuscire a fronteggiare le relazioni sociali.

…IN BASILICATA CI PENSA IL MAESTRO LA CAVA!

A Ferrandina, un piccolo paese in provincia di Matera (Basilicata), un maestro di scuole elementari, Antonio La Cava, è riuscito a dare al libro il suo valore originario grazie ad una iniziativa che coinvolge le nuove generazioni.
Il maestro ha ideato e realizzato un “Bibliomotocarro“; un mezzo umile come il motocarro è diventato un “trasportatore di cultura”.

Con una proposta semplice e un mezzo umile, ogni mattina, fa visita alle scuole elementari lucane per permettere ai bambini di scegliere il libro da leggere ogni settimana.
In questo modo il maestro alimenta la curiosità nei bambini, che ogni settimana sono pronti a leggere nuove favole e a riscoprire nuovi mondi.
Il rapporto che i bambini hanno con il maestro è un rapporto di fiducia, ammirazione, familiarità.

Lo guardano con occhi di fantasia e stupore.
Al mattino sono ansiosi di guardare dalla finestra delle proprie aule il bibliocarro che sta avanzando nella piazza della loro città e che li sta aspettando con nuovi racconti, sempre più fantasiosi e magici.

E’ come se i bambini avessero già compreso l’ipocrisia del mondo e volessero scappare in un mondo ideale, un mondo privo di sentimenti negativi ma pieno di fantasia..
E’ come se volessero evadere dai modelli educativi moderni e riscoprire una nuova cultura: quella del mondo e della realtà visibile.

PERCHè PROPRIO IL MOTOCARRO?

Il motocarro è stato il primo semplice mezzo delle antiche generazioni.
Lo si usava per trasportare cose semplici: cibo, acqua, vino, ma anche attrezzi di artigianato, agricoltura, che permettevano ai padri di famiglia di
portare il pane sulla propria tavola, e di fare una vita sana e dignitosa.
Quale mezzo più umile di un motocarro?
Il bibliocarro del maestro la cava però è un mezzo speciale. E’ pieno di colori allegri, vivaci e freschi, un’altra prerogativa che gli permette di
suscitare nel bambino meraviglia e stupore!

LA SCUOLA PUNTA SULL’ESPERIENZA- “NO ALLA LEZIONE CATTEDRATICA!”

L’esperienza diretta coinvolge i bambini in modo attivo e dinamico.
La scuola emigra la lezione cattedratica, la quale si basa esclusivamente sullo scambio di informazioni, per dare spazio all’esperienza.
Secondo l’insegnante in questo modo i bambini hanno la possibilità di conquistarsi il sapere in maniera autonoma e indipendente;
Diventano attivi e assertivi, sviluppano capacità cognitive che permettono loro di relazionarsi in modo sano e piacevole nella realtà esterna.

IL LIBRO BIANCO

Un’altra importante iniziativa del maestro è quella di costruire il “libro bianco”:
un libro pieno di pagine bianche in cui i bambini scrivono storie e racconti.
Il risultato? Un libro pieno di racconti intrecciati tra loro così da costruire un’unica grande storia, contenente l’esperienza di tanti bambini.
In questo modo, la curiosità e la fantasia si esprimono in un mezzo semplice ed efficace, e permettono al bambino di sentirsi libero in ogni momento.

-“LA MUSICA I COLORI, I LIBRI PRESI CON FANTASIA, HANNO SUBITO LASCIATO LA LORO SCIA” –
“EVVIVA LA LETTURA CHE DI OGNI ANIMA SI PRENDE CURA!”

Queste le citazioni di alcuni bambini coinvolti in questa esperienza.
Ebbene si, il libro si prende cura dell’animo umano, lo plasma e lo rende forte e consapevole del mondo.
La “scia” lasciata dal maestro lucano è un campanello d’allarme, ma anche un consiglio per la scuola moderna.
“NO ALLA LEZIONE CATTEDRATICA, Sì AL CONTATTO CON IL MONDO!”

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