Bettino Ricasoli: politico e Barone di ferro

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Bettino Ricasoli è un politico italiano di origine fiorentina, del 1800. Inoltre, Ricasoli diviene sindaco di Firenze e Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, dopo il conte Cavour. Tuttavia, il politico risulta abile anche nel settore agricolo, dove diventa Membro dei Georgofili. A fronte di ciò, Ricasoli contribuisce in prima persona all’innovazione nel settore vitivinicolo, della Toscana. A ragion per cui, nascono alcune opere letterarie del politico, come: Lettere e documenti del barone Bettino Ricasoli, Alessandro Breccia, Vita del barone Bettino Ricasoli ed altre.

Bettino Ricasoli chi é?

Bettino Ricasoli, con il nominativo di Barone di ferro nasce a Firenze, il 9 marzo 1809 e decede a Castello di Brolio, il 23 ottobre 1880. La famiglia ha origini nobili, con discendenza da un casato aristocratico fiorentino, in decadenza economica. I genitori sono il barone Luigi Ricasoli ed Elisabetta Peruzzi. Durante l’infanzia, Bettino cresce nel territorio di Gaiole in Chianti, in provincia di Siena.

In seguito, Bettino frequenta i primi studi presso il Collegio Cicognini di Prato, in cui trova l’interesse per le materie scientifiche e fisiche. Nel 1816, decede il padre ed al raggiungimento della maggiore età, Bettino perde anche la madre. Di fatto, Bettino ormai orfano, eredita numerosi debiti. Nel 1834, il barone entra nell’Accademia dei Georgofili, come membro della stessa. Negli anni successivi, Ricasoli abbandona gli studi e sposa Anna Bonaccorsi, con la quale decide la residenza a Brolio.

Bettino Ricasoli: la cura della gestione economica

Dopo il matrimonio, il barone inizia un’attenta gestione finanziaria della proprietà di famiglia, che riesce a risollevare dai debiti. Inoltre, Ricasoli inserisce nella sua azienda la produzione enologica e cura le situazioni economiche e morali dei mezzadri. Nel corso degli anni, Ricasoli riceve il nominativo di Barone di ferro, per il pensiero religioso e morale che lo contraddistingue. In verità, il barone pensa in prima persona all’educazione dei propri contadini, in ambito religioso.

Bettino Ricasoli: il Granducato

Ricasoli in ambito sociale riceve anche il soprannome di Orso degli Appennini, per il temperamento brusco. A fronte di ciò, le ideologie politiche subiscono l’influenza di Cesare Balbo e Massimo d’Azeglio. Ma per il barone, non mancano le conoscenze degli esponenti liberali della Toscana, come Gino Capponi e Raffaello Lambruschini. Inoltre, la politica di Ricasoli stacca dal pensiero non religioso di Giolitti, diffuso nell’ottocento. Nel 1846, il barone propone un memoriale al Granduca Leopoldo II, con la richiesta di un’attuazione delle riforme liberali.

L’incarico

Intorno agli anni cinquanta, Ricasoli crea il giornale La Patria, con l’intenzione di definire la costituzione della nazionalità italiana. Nel 1847, il barone riceve l’incarico di mediare nel  conflitto  tra Toscana e Modena. Di fatto, Ricasoli raggiunge il Re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia a Torino, per intercedere come mediatore tra le due parti. Ciò nonostante, il barone comprende l’esigenza di iniziare una nuova linea politica per l’Italia. Nel 1848, il governo granducale concede la Costituzione, in cui il barone diviene gonfaloniere (sindaco) di Firenze. Inoltre, Ricasoli sostiene l’intervento armato in aiuto dei piemontesi, durante la Prima Guerra d’Indipendenza. Quando in Toscana il potere giunge ai radicali democratici, Ricasoli rassegna le dimissioni.

L’introduzione delle macchine agricole

I democratici Montanelli e Guerrazzi obbligano il Granduca Leopoldo II a fuggire e proclamano la Repubblica.  A ragion per cui, il barone accetta le ideologie dei politici liberali, che segue. Ma nel 1849, Ricasoli rimane deluso dal comportamento antiliberale del Granduca e decide il trasferimento in Svizzera. Negli anni seguenti, decede la moglie ed il barone prosegue nella gestione di una azienda agricola in Maremma. Di fatto, il proprietario terriero inizia a bonificare il territorio, con l’introduzione di macchinari agricoli, per la coltivazione dei campi.

La vicinanza con le idee di Cavour

Nel 1856, Ricasoli condivide le ideologie politiche del Conte di Cavour, che segue. Inoltre, Cavour al tempo sostiene le idee liberali e ricopre il ruolo di Primo Ministro del Regno di Sardegna. Lo stesso anno nasce la Società Nazionale, con i patrioti italiani nel progetto di Unità Nazionale Italiana, con stemma dei Savoia.

La morte

Bettino Ricasoli decede a Castello di Brolio il 23 ottobre del 1880, all’età di settantuno anni.  

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