Beth Hart: War In My Mind – Recensione Album

Dolore, tristezza, gioia, speranza e tutto il resto sono ciò che è racchiuso in War In My Mind

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Conosciuta a livello internazionale grazie al suo suo singolo del 1999 “LA Song (Out of This Town)”, Beth Hart è da allora è sempre rimasta sotto i riflettori ritagliandosi il suo spazio all’interno del panorama musicale. In effetti, fuori dall’area di Los Angeles, come suggerito dal suo singolo menzionato prima, Beth Hart è una cantautrice e musicista dinamica la cui musica è piena di sentimenti crudi e sinceri. Conosciuta per indossare le sue emozioni sulla manica come pianista e cantante, è pronta a regalare al mondo quello che potrebbe essere il suo momento più audace con il nuovo album War In My Mind.

L’album uscito ieri venerdì 27 settembre arriva poco dopo il suo record di cover collaborativa del 2018 Black Coffee con il collega blues Joe Bonamassa. Il suo nono album solista, il suo album più profondo scavato per mettere insieme undici nuove canzoni che ha dichiarato: “Più di ogni altro disco che abbia mai fatto, sono più aperta a essere me stessa in queste canzoni – In questo disco, qualcosa ha detto io: “Lascia che sia quello che è”. Penso che sto iniziando a fare un piccolo passo avanti, avvicinandomi alla verità. E potrei non sapere quale sia la verità”

Abbinato a un ritmo accattivante che fa contrarre i muscoli, la title track, “War in My Mind”, arriva come una traccia molto più calma mentre scava in profondità sotto la pelle. Poi ci sono pezzi più soft come la ballata al pianoforte “Sister Dear”, che è tanto mozzafiato quanto un preludio a ciò che seguirà più avanti nell’album.

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Canzone per canzone,la Hart sta parlando delle lotte della vita che sono nella sua testa. In un certo senso, apre il suo cuore e la sua mente, rivelando ciò che sta accadendo nella sua mente. Impavido, l’approccio puro e l’onestà ti consente di connetterti con lei in modo vivido, infatti, puoi molto collegare il suo pensiero al tuo. Questa affidabilità è ciò che rende War In My Mind un disco di facile ascolto.

Sia che la traccia sia focalizzata sul piano, come la ballata “Thankful”, o che tu abbia un ritmo costante proveniente da un campionatore come “Try A Little Harder”, la musica si adatta all’umore dei testi e la Hart riesce a fare tutto lavorando magicamente con la sua voce. Sia che canti dolcemente o che abbia un tono più “urlat”, la sua voce suona piena e ricca.

In parole povere, dolore, tristezza, gioia, speranza e tutto il resto sono ciò che è racchiuso in War In My Mind. Con ritmi che variano tra lento e malinconico, accattivante e gioioso, nessuna emozione è fuori posto o lasciata fuori. Detto questo, gli arrangiamenti dipingono il quadro, ma è il talento narrativo di Beth Hart che lo completa in modo strabiliante. Un album molto avvincente onesto e puro, per questo Periodicodaily dà a War In My Mind 5/5.

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