Berlusconi: la decisione della Corte Europea

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La Corte Europea dei diritti dell’uomo chiude con una “non pronuncia” la lunga vicenda che ha coinvolto l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Riepiloghiamola fugacemente per capire le ragioni di questa curiosa decisione. 

Berlusconi: il recepimento della legge sulla prevenzione e repressione della corruzione

Nel 2003 viene approvata dall’assemblea generale dell’ONU una convenzione dedicata alla prevenzione e repressione della corruzione che, all’articolo 6, obbliga gli Stati contraenti ad adottare, in conformità ai principi del loro ordinamento giuridico, tutte le misure rivolte all’efficace prevenzione e repressione della corruzione, ad individuare gli organi a ciò preposti fornendo loro autonomia finanziaria ed operativa. Con la legge 116 del 2009, la suddetta convenzione viene ratificata.

Berlusconi: l’avvio dell’iter parlamentare e l’approvazione della legge Severino

Nel 2010 il Ministro della Giustizia Angelino Alfano incardina la discussione di un DDL anti-corruzione. L’iter tuttavia si rivela lungo ed impervio al punto che entrerà in vigore solo durante il governo Monti, nel 2012. In questo periodo il Ministro della Giustizia era Severino e dunque la legge anti corruzione approvata prenderà il nome di legge Severino. Malgrado il Popolo delle Libertà abbia avviato l’iter di approvazione parlamentare della legge, nel 2012 è il partito più ostile alla sua approvazione a causa delle numerose modifiche apportate nel frattempo.

Berlusconi: l’ostilità verso le modifiche apportate alla legge sulla prevenzione e repressione della corruzione

La ragione di tanta ostilità sta nel fatto che, secondo la legge Severino, chiunque commetta un reato è soggetto ad una doppia pena: quella principale della reclusione e quella accessoria della non candidabilità o della decadenza. Inoltre, questa previsione vale anche per i reati commessi prima dell’entrata in vigore della legge Severino (a patto che la sentenza di condanna definitiva arrivi dopo la stessa). 

Berlusconi: la condanna in via definitiva nel processo Mediaset

Tra il 2010 ed il 2012 (anno di approvazione della Severino), Berlusconi ha subito due condanne in Appello ed in Cassazione nel processo sui diritti televisivi Mediaset. In virtù della sentenza definitiva di condanna, Berlusconi avrebbe dovuto scontare 4 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici. Tuttavia, l’indulto ha diminuito gli anni di reclusione ai danni dell’ex Cavaliere da 4 ad 1 anno. 

Berlusconi: l’immediato ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo

I legali di Berlusconi hanno immediatamente presentato impugnazione contro la sentenza della Cassazione innanzi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo lamentando la retroattività della legge Severino. Nelle more del processo, tuttavia, Berlusconi ha potuto svolgere il suo “anno di reclusione” ed immediatamente dopo chiedere la riabilitazione. Con essa l’ex Presidente del Consiglio mirava ad estinguere le pene accessorie della sentenza di condanna. Ottenuta la riabilitazione, Berlusconi è tornato ad essere candidabile per qualunque carica pubblica. 

Berlusconi: la non decisione della Corte Europea

A questo punto è possibile comprendere come mai la Corte Europea ha deciso di chiudere la questione senza decidere nel merito. In pratica si tratta di una sentenza di non doversi procedere in quanto manca l’interesse da parte del ricorrente ad ottenere una qualunque pronuncia. Come d’altronde precisato dagli stessi legali di Berlusconi in una lettera trasmessa alla Corte il 27 luglio. 

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