Berlino: la mostra per riconciliarsi con la storia

Inaugurazione di un museo nella capitale tedesca, per ricordare gli sfollati, i deportati e gli immigrati forzati del passato e quelli che nel presente sono sotto gli occhi di tutti

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Berlino la mostra

Sarà inaugurata dalla cancelliera Merkel oggi a Berlino una mostra per riconciliare il Paese con la storia. Questa mostra affronta la delicata questione dei 14 milioni di tedeschi che da profughi dovettero abbandonare il loro Paese. La mostra permanente si trova nel Centro di documentazione Volo per la fuga, l’espulsione e la riconciliazione. L’ingresso al pubblico è previsto per il 23 di giugno ed è gratuito. É un tema, questo, quanto mai attuale. Con questa mostra a Berlino si prende spunto della fuga dalle atrocità dei nazisti, ma tratta anche degli sfollati nel mondo attuale. L’edificio di Berlino che ospita la mostra si trova nella Deutschlandhaus ed è una struttura degli anni venti, appositamente ristrutturata per l’occasione.

Com’è strutturata la mostra di Berlino ?

Il centro di documentazione Volo per la fuga, l’espulsione e la riconciliazione ha improntato questa mostra attraverso l’uso di installazioni, video e oggetti. Il pubblico dal 23 giugno inizierà il percorso con la storia attuale sugli sfollati del mondo. La migrazione forzata è un tema caldo e quanto mai triste che necessita un impegno da parte di tutta la comunità internazionale. Dalla Siria alla Birmania al Tigray tanti sono i popoli che lasciano il loro mondo per cause esterne a loro stessi. Nella seconda parte della mostra s’incontra la storia dell’Olocausto, del nazismo e del ruolo degli alleati in quel preciso momento storico. Nella terza sezione vengono trattate le storie dei milioni di europei orientali, che alla fine della IIª guerra mondiale lasciarono da sfollati i loro Paesi.

Berlino: la mostra adesso che il popolo è pronto

Le testimonianze fotografiche presenti alla mostra di Berlino sulla riconciliazione, mettono in evidenza come ieri allo stesso modo di oggi milioni di persone dovettero lasciare le loro case. Anche gli oggetti, nella mostra, raccontano le vicende e la storia anonima di persone che assieme diventano un popolo. Fortemente voluto dal partito CDU di Angela Merkel, questo progetto ha avuto una vita tortuosa. La politica in Germania non si poteva permettere di affrontare questo argomento con serenità. Da 22 anni si aspettava l’occasione giusta. Il timore era che si volesse passare da vittime piuttosto che ricordare l’atrocità nata in Germania. Commemorare gli sfollati e affrontare quanti ancora vivi tra i discendenti non era cosa facile da organizzare e affrontare. Ogni popolo ha bisogno del suo tempo per affrontare i suoi fantasmi.


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Il Centro è importante anche per far pace col passato

I problemi che il Centro di documentazione ha affrontato, con la mostra per la riconciliazione di Berlino, sono stati tanti. Difatti, varie beghe politiche hanno impedito che questo progetto prendesse forma, sino ad oggi. Problemi come scegliere l’ubicazione giusta o gli screzi avuti con la Polonia e la Repubblica Ceca in merito alla realizzazione della mostra permanente. La direttrice del Centro è Gundula Bavendamm, che al proposito ha detto che il Centro di documentazione non riguarda solo i tedeschi e la loro storia, ma anche molte altre persone. Quindi, questo, sarà un luogo a Berlino dove visitando una mostra si potrà entrare in empatia con quanti hanno perso qualcosa e comprenderne il significato.