Bennett Premier: passaggio di testimone in Israele

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Bennett assumerà la carica di Premier per i primi due anni di legislatura. Poi, il mandato passerà al moderato Yair Lapid, in base agli accordi di coalizione. Dal canto suo, Netanyahu minaccia di tornare sulla scena politica di Israele. Le grandi sfide? Hamas, Iran ed Hezbollah.

Bennett Premier?

Nessuna cerimonia. Solo una stretta di mano. E un passaggio di chiavi a Beit Aghion. All’angolo con Balfour Street. La residenza ufficiale del Primo Ministro a Gerusalemme. Netanyahu ha lasciato in sordina quella che era stata la sua dimora per 12 anni. Lui e la moglie Sara hanno fatto i bagagli. Al loro posto, ora alloggia l’ex amico del Premier più longevo della storia di Israele: Naftali Bennett. Per un solo voto della Knesset. Domenica, con 59 voti su 60 il Parlamento monocamerale di Israele ha approvato la squadra del moderato Yair Lapid. Intanto il leader di Yamina, che per primo assumerà l’incarico a rotazione, si è rivolto ai suoi ministri. E li ha incitati a collaborare per migliorare (e risanare) il Paese.

Il primo discorso del Premier Bennett

Ora il popolo di Israele, tutti i nostri connazionali, ci stanno guardando e tocca a noi dimostrare (le nostre capacità, ndr.)“, ha detto il leader di Yamina. E ancora. “Lavoreremo insieme con responsabilità per ricucire le fratture nel paese“. Bennett, nazionalista di destra, sarà Premier fino al primo settembre 2023. Poi, in base all’accordo di governo, l’incarico passerà al centrista Lapid. Al momento il nuovo ministro degli Esteri. Eppure, le sfide non mancheranno. In questo senso, il 36° governo dello Stato ebraico sarà fragile perché composto da otto dei 13 partiti con idee politiche diametralmente opposte. Tra cui il movimento islamista di Mansour Abbas: Ra’am. La Lista Araba Unita.


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Blocco anti Netanyahu

In questo senso, nemmeno il blocco anti Netanyahu potrà colmare la spaccatura di un paese andato alle urne per quattro volte negli ultimi due anni. Per di più, la nuova coalizione dovrà trovare dei compromessi su questioni vitali. Tra le quali le relazioni con l’Autorità Palestinese e la situazione nella Striscia di Gaza. Oltre che con l’Iran e con Hezbollah. A tal proposito, nel suo ultimo discorso da Premier, Netanyahu ha avvertito: “Torneremo presto“. Intanto, il leader di Likud rimarrà alla guida del suo partito, oltre che dell’opposizione. Al fianco dei partiti ultra-ortodossi Shas e Giudaismo Unito nella Torah; del movimento del sionismo religioso di estrema destra e della Lista congiunta. Quest’ultima in prevalenza araba.

I Premier Bennett e Lapid

Dal canto suo, Yair Lapid è ottimista. “Ciò che ha fatto nascere questo governo sono l’amicizia e la fiducia“. Le stesse che, a suo dire, manterranno in piedi l’esecutivo. “Se sapremo fidarci e sostenerci a vicenda, e lavorare insieme per farlo funzionare, funzionerà“, ha concluso Lapid. Con i suoi 28 ministri, il prossimo esecutivo sarà il terzo più grande della politica israeliana. Di questi, nove sono donne. Comunque, sempre meno dei 35 ministri di Netanyahu. La nuova squadra comprende: Yesh Atid, il partito di Yair Lapid; Yamina, la fazione del premier Bennett; i partiti laburisti; Meretz; la Lista Araba Unita (che comprende due fazioni). E ancora: Kahol Lavan (o “Bianco e Blu”, il partito di Benny Gantz) e Yisrael Beiteinu di Avigdor Liberman.


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La nuova squadra

A guisa di Bennett e Lapid, i nuovi ministri hanno prestato giuramento uno per uno, prima di prendere posto al tavolo del governo. L’esecutivo comprenderà anche sei vice ministri. Quanto a posizioni ministeriali di vertice, Benny Gantz, leader di Blu Bianco, rimarrà ministro della Difesa. Mentre il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha prestato giuramento come ministro delle Finanze. Il capo di New Hope, Gideon Sa’ar, sarà ministro della Giustizia e Ayelet Shaked, di Yamina, ministro degli Interni. Invece, Matan Kahana di Yamina ha assunto il ruolo di ministro degli Affari religiosi. Merav Michaeli del partito laburista ha ricevuto il portafoglio dei Trasporti e il suo collega di partito, Omer Barlev, sarà il prossimo ministro della sicurezza pubblica. Infine, il leader di Meretz, Nitzan Horowitz, sarà ministro della Salute.

Premier Bennett: un leader di destra

Dopo la cerimonia di giuramento, i membri del governo appena insediatosi sono giunti alla residenza del presidente per la tradizionale foto di gruppo con il presidente uscente Reuven Rivlin. Il quale terminerà il suo mandato il prossimo 9 luglio. In particolare, l’elezione di Bennett rappresenta la prima volta che Israele è guidato da un primo ministro religiosamente osservante, che indossa la kippa. È anche il leader della fazione più piccola che abbia mai nominato un primo ministro. Anche perché la sua Yamina ha solo sette parlamentari. Uno dei quali, il deputato Amichai Chikli, ha votato contro la coalizione. Bennett, 49 anni, è anche il secondo primo ministro più giovane di Israele. Sebbene il record è detenuto ancora da Netanyahu, che aveva solo 46 anni quando assunse l’incarico per la prima volta, nel 1996.


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Netanyahu contro il Premier Bennett

Dal canto suo, Netanyahu ha promesso che farà di tutto per rovesciare la nuova coalizione. Nonostante i 53 seggi ottenuti dal suo Likud, Netanyahu dovrà accettare la sua sorte. “Se il nostro destino è quello di essere all’opposizione, lo faremo a testa alta, fino a quando non abbatteremo questo pericoloso governo, e torneremo a guidare il paese a modo nostro“, ha tuonato Netanyahu in Parlamento. “Con l’aiuto di Dio, accadrà molto prima di quanto si pensi“. La fine dell’era Netanyahu arriva proprio quando l’ex Premier è sotto processo per corruzione, frode e abuso di fiducia. Nel frattempo, migliaia di persone festeggiavano il nuovo governo Bennett-Lapid in piazza Rabin, a Tel Aviv. A loro non sembra vero di essersi liberati di Netanyahu. Almeno per ora.