Benedetto I Mandina: vescovo emissario di Clemente VIII

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Benedetto I Mandina è un vescovo cattolico italiano ed un giurista, della seconda metà 1500 ed inizi 1600. Il presbitero diviene referente del pontefice Clemente VIII e stringe numerose conoscenze nella curia di Roma. Inoltre, l’ecclesiastico riceve la carica del vescovato da Papa Gregorio XIV, con le sedi a Novara e Melfi, che rifiuta. Negli anni Novanta, Mandina ottiene l’incarico da Papa Clemente VIII, di risolvere delle tensioni nella diocesi di Caserta.

Benedetto I Mandina chi è?

Benedetto I Mandina nasce a Melfi il 12 gennaio 1548 e decede a Napoli il 2 luglio 1604. I genitori sono Nicola, di ceto nobiliare della Basilicata e la madre Isotta. Inoltre, Benedetto frequenta i primi studi nei pressi di Potenza, nella terra di origine. In seguito, la famiglia decide il trasferimento a Napoli, dove Benedetto studia giurisprudenza e consegue la laurea. A fronte di ciò, segue l’abilitazione alla professione legale, che Mandina esercita.

Dopo qualche anno, il legale decide di aderire al gruppo dei Chierici regolari teatini, ovvero un Istituto religioso, presso la Basilica di San Paolo Maggiore. Durante il percorso ecclesiastico, Benedetto riceve l’appoggio di Marco Parascandalo ed Andrea Avellino. Di fatto il religioso veste l’abito talare e diviene sacerdote, il 20 settembre 1586, presso la chiesa di San Silvestro, a Roma.

Benedetto I Mandina: la carriera religiosa

Quando l’ecclesiastico diviene sacerdote, inizia un percorso di studi sulle materie della teologia e filosofia. A fronte di ciò, il presbitero entra in contatto con diversi personaggi letterati e di potere della curia romana. All’epoca il pontefice in carica Gregorio XIV offre i vescovati a Novara e Melfi, al nuovo sacerdote. Tuttavia, l’ecclesiastico non accetta entrambi gli incarichi. In seguito, Mandina per intercessione del cardinale Giulio Antonio Santori incontra Papa Clemente VIII.

In verità, il pontefice propone a Mandina una sostituzione vescovile a Caserta, con fatti oscuri e pericolosi accaduti. Consegue la nomina vescovile a Mandina, il 31 gennaio 1594 e la destinazione della diocesi catanese, per la risoluzione dei fatti. Ciò nonostante, Clemente VIII affida anche altre missioni all’ecclesiastico, tra cui il ruolo diplomatico con la Polonia e la Germania. A ragion per cui l’obiettivo di Clemente VIII è la riuscita di un accordo con la Santa Sede e bloccare l’avanzata dell’impero ottomano.

Al ritorno in Italia, Mandina giunge a Caserta, con un ruolo di rigore, che provoca reazioni criminali nel territorio.  In seguito, il presbitero ritorna a Napoli, dove riceve la nomina di amministratore della diocesi della città partenopea, dal cardinale Alfonso Gesualdo. Di conseguenza, il vescovo italiano ottiene anche la carica di ministro del Sant’Uffizio del Regno di Napoli.

La morte

Il vescovo italiano decede a Napoli il 2 luglio 1604, all’età di cinquantasei anni.

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