Ben & Jerry’s contro Israele: stop alle vendite di gelato

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L’azienda Ben & Jerry’s, che non ha mai mancato di dichiarare la sua posizione politica, anche questa volta fa parlare di sé. E questa volta lo fa probabilmente mostrando le due più grosse palline di gelato che si siano mai viste. Più grosse di quelle di tutti gli Stati che continuano a dare consigli ma che non prendono effettivamente una posizione per dare un taglio a una questione pluridecennale. La Ben & Jerry’s è contro Israele.

Qual è stata la decisione della Ben & Jerry’s contro Israele?

È di pochi giorni fa la notizia ma continua a far discutere. L’azienda statunitense Ben & Jerry’s ha deciso che non venderà più i suoi prodotti nelle zone Palestinesi occupate dagli Israeliani. Qualcuno dirà: ma cosa c’entrano loro? Semplice. Ben e Jerry sono ebrei. Ma nonostante questo i due proprietari dell’azienda sono sempre stati politicamente molto impegnati appoggiando le campagne che più sposavano i loro ideali. Sul tema Palestina c’era chi si chiedeva perché non uscisse una loro dichiarazione nell’ultimo periodo ma era solo questione di tempo. La Ben & Jerry’s contro Israele, ecco la presa di posizione. “Ben & Jerry’s porrà fine alle vendite del suo gelato nei territori palestinesi occupati. Riteniamo che sia incoerente con i nostri valori che il gelato di Ben & Jerry’s venga venduto nei territori palestinesi occupati. Ascoltiamo e riconosciamo anche le preoccupazioni condivise dai nostri fan e partner di fiducia”. Queste sono alcune parole che si leggono nella nota rilasciata dall’azienda. Una decisione che non ha fatto attendere le reazioni. Gratitudine dal popolo palestinese e indignazione dal popolo israeliano. La situazione è conosciuta e purtroppo anche l’impegno dell’ONU sulla questione. Un po’ come una madre che richiama i due figli in salotto che litigano. Via che uno ha un coltello e l’altro 14mila pistole.

Le reazioni dei due Stati

La comunità ebraica israeliana è insorta denunciando i più disparati crimini. Il premier israeliano Naftali Bennet ha definito la scelta un “boicottaggio di Israele”. “Ci sono molte marche di gelato, ma c’è un solo Stato ebraico. Ben & Jerry’s ha deciso di etichettarsi come gelato anti-israeliano. Questa decisione è moralmente sbagliata. Il boicottaggio contro Israele, una democrazia circondata da isole di terrorismo, riflette una totale perdita di rotta. Il boicottaggio non funziona e non funzionerà, e lo combatteremo con tutte le forze”. Queste le parole del premier, che ricordiamo essere un convinto sostenitore delle occupazioni palestinesi. Ha inoltre parlato di discriminazione geografica, discriminazione di un popolo. Parole forti per uno stato che ha causato migliaia di morti civili, ma continuiamo. Gli ambasciatori israeliani in America hanno chiesto a 35 governatori di attivare le leggi anti-BSD. Per essere chiari: BSD è un movimento che condanna e boicotta Israele. Infine la Knesset ha sottoscritto un appello alla Unilever (società che detiene la proprietà del marchio Ben & Jerry’s) dove chiede la revoca della scelta “vergognosa e ipocrita” fatta. La Palestina non fa attendere invece la sua gratitudine, hanno accolto con piacere la decisione dell’azienda. La scelta è stata definita morale, legale e coerenti con le regole del diritto internazionale.

La politicizzazione della guerra

Insomma: una guerra tra due popoli che non trovano pace e ormai politicizzata in tutto il mondo. Una guerra che continua a ricevere consigli e minacce dall’esterno ma senza mai una scelta decisiva e duratura. In un mondo dove gli Stati rilasciano dichiarazioni ma si muovono in sordina troviamo un’azienda di gelati che ha dimostrato quanto poco serve per prendere una posizione. Questo conflitto lo sappiamo, non avrà mai dei vincitori. E nessuna delle due parti è senza colpa. Ma dovrà arrivare un giorno dove tutti dovranno fare un passo indietro e finalmente non mettere più a rischio decine e decine di vite. La potenza di fuoco israeliana è conosciuta. Le scuse con cui attacca anche i civili palestinesi sono intollerabili. Dall’altro lato una lotta per la sopravvivenza, un attaccamento alle proprie radici, l’utilizzo di ogni mezzo per dimostrare la propria dignità. Ma ogni mezzo non diventa lecito e il “torto” è sempre dietro l’angolo. La Ben & Jerry’s si schiera. Se continua a esportare in quei luoghi i suoi prodotti vuol dire che antepone il profitto all’umanità. Legittima l’occupazione israeliana. E questo non lo vuole fare. La Ben & Jerry’s è contro Israele e lo ha fatto sapere a tutti. Complimenti.


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