Belisario e l’assedio di Roma

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La prima fase della guerra gotica vide combattersi una delle battaglie più brutali:  i romani d’oriente, bizantini, contro gli ostrogoti. Queste vicende bellicose interessarono il famoso assedio di Roma dal marzo 537 fino al 538. E nessuno fu più importante del generale bizantino Belisario. Il generale Belisario fu, appunto, figura di spicco in questo contesto in quanto, nonostante avesse veramente pochi uomini, riuscirà comunque a sconfiggere gli ostrogoti, grazie alla superiorità tecnologica dell’Impero bizantino.

Belisario evitò gli scontri aperti con il nemico; gli ostrogoti, infatti, avevano dei buoni arcieri ma non possedevano cavalieri e, quindi, truppe che riuscissero a combattere montando un cavallo: questo li rendeva estremamente lenti nel rispondere agli attacchi.

Roma era un luogo adatto per trincerarsi e applicare una guerra di logoramento, sostenuta anche dalla Marina bizantina che portava a Roma i rifornimenti.

Dopo aver conquistato Napoli, Belisario si diresse verso Cuma. Gli abitanti erano già venuti a conoscenza della sorte che era spettata a Napoli, saccheggiata per aver resistito, e si arresero senza opposizioni. Le posizioni erano propizie e Belisario poteva così condurre l’esercito verso la Via Latina, verso Roma.

Il generale entrò a Roma per la porta Asinaria, facendo uscire i goti per la porta Flaminia. Roma fu riconquistata il 9 dicembre 536l’undicesimo anno di regno di Giustiniano I. Il generale consegnò all’imperatore le chiavi della città e si impegnò a riparare le mura e fortificare con numerose aggiunte la città. Le fortificazioni arrivarono sino al Tevere.

Come prosegue la battaglia

Molti soldati furono inviati nelle zone limitrofe per assicurare la supremazia e il controllo.

Gli ostrogoti attaccarono al diciottesimo giorno di assedio.

Vitige e i Goti tentarono un attacco alla Porta Prenestina, mentre Belisario era occupato presso la Porta Salaria. 

Gli ostrogoti furono respinti con evidente difficoltà.

L’arrivo dei rinforzi da Costantinopoli arrivò con un deciso ritardo. Per permettere a questi di giungere indisturbati, Belisario aprì a sorpresa la porta Flaminia: i Goti subirono delle perdite consistenti.

Nel 545 si giunse finalmente ad una tregua. I Goti si riorganizzarono e ripresero il controllo grazie anche alla figura di Re Totila che riuscì a conquistare l’appoggio delle genti italiche.

Belisario era arrivato a Roma senza soldi, truppe, cavalli o forze ma era ugualmente riuscito in un’impresa impossibile. Tuttavia, il 17 dicembre del 546, Totila prese Roma. Il generale tentò degli ultimi attacchi ma il 16 gennaio 550 i tentativi furono interrotti anche per ordine di Giustiniano e Roma fu presa.

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