Nata nel 1972, la Giornata Mondiale dell’Ambiente fu fondata dall’ONU in occasione dell’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. L’evento, che ricorre il 5 giugno, ha lo scopo di sensibilizzare persone di ogni età e nazionalità sul tema dell’inquinamento atmosferico e la sostenibilità ambientale.

Il paese che quest’anno ospiterà la quarantasettesima edizione del WED (World Environment Day) è la Cina. Ogni edizione ha una tema che lega tutte le attività svolte a livello mondiale. Per l’edizione 2019 è stato scelto come argomento principale l’inquinamento atmosferico.

World Environment Day: la svolta “green” parte dalla Cina

Ora, la domanda che sorge spontanea potrebbe essere “perché il paese con il più alto tasso di emissioni inquinanti al mondo ha ospitato un evento sull’inquinamento atmosferico?”.

Come già molti sanno, il colosso asiatico è al primo posto nella classifica dei paesi più inquinanti al mondo. Tuttavia, la scelta della location non è stata casuale. La Cina, infatti, sta attuando una conversione verso un’economia “più pulita“, attraverso l’impiego di mezzi elettrici a emissione 0 e di energie rinnovabili.

Joyce Msuya, vicedirettore dell’UNEP, ha dichiarato che la Cina “ha dimostrato una straordinaria leadership nell’affrontare l’inquinamento atmosferico”.

Non è quindi un caso che la svolta verso un’economia sostenibile arrivi proprio dal “gigante” con il più alto tasso di emissioni nocive. D’altra parte, il messaggio è ormai chiaro ed è rivolto a tutti: l’inquinamento atmosferico e il cambiamento climatico sono un’emergenza globale che colpisce tutti.

I dati dell’OMS sugli effetti dell’aria inquinata

La necessità di un cambiamento è stata espressa anche dall’OMS che ha definito l’inquinamento atmosferico “una vera e propria emergenza sanitaria“. Dai dati, infatti, è emerso che l’inquinamento atmosferico è responsabile di 7 milioni di decessi l’anno. Risulta quindi come il secondo fattore di rischio legato all’insorgenza di malattie non infettive (patologie cardiovascolari, cancro, malattie respiratorie croniche e diabete). Di questi 7 milioni, 3,8 sono dovuti alle emissioni dei combustibili usati per il riscaldamento, la cottura di cibi e i trasporti.

#BeatAirPollution l'iniziativa ONU contro l'inquinamento

Queste patologie sono riscontrate maggiormente in zone con tassi di inquinamento dell’aria che superano le soglie di sicurezza per l’uomo fissate dall’OMS. Da quanto risulta, infatti, 9 persone su 10 vivono in zone contaminate. Il 90% dei decessi si verifica in paesi sottosviluppati, con una maggiore incidenza di malattie alle viee aeree e cardiovascolari sulle fasce deboli della popolazione.

Inoltre, nel 2019 si stima che circa 3 miliardi di persone non hanno accesso a tecnologie con cui sostituire l’utilizzo di combustibili fossili. Questi, in particolare, sono tra le cause maggiori dell’abbattimento della qualità dell’aria.

Come mettere in pratica il #BeatAirPollution

L’inquinamento e il cambiamento climatico sono le sfide a cui l’umanità dovrà far fronte nei prossimi decenni. Le decisioni che verranno prese da qui a qualche anno influenzeranno la vita delle generazioni future. Ma come possiamo contribuire nel nostro piccolo a tutto questo? Ogni piccolo gesto può essere significativo e di buon esempio per gli altri. Online sono reperibili numerose informazioni sul tema. Di seguito potrete trovare alcuni spunti presi dal sito del World Environmental Education Congress. Anche se rivolta agli studenti (in questo caso), l’iniziativa è rivolta a tutti, perchè ognuno può dare il suo piccolo contributo per cambiare rotta. Buona lettura!

Cosa puoi fare per partecipare all’iniziativa #BeatAirPollution:

  • Porta un esperto durante un’assemblea scolastica o una conferenza sul clima e l’ambiente per parlare dell’impatto che l’inquinamento ha nelle nostre vite;
  • Chiedi agli insegnanti e ai professori di insegnare un’intera giornata sulle tematiche riguardanti l’inquinamento atmosferico e la qualità dell’aria. Nell’elenco qui sotto troverai alcune risorse didattiche per discutere con gli studenti:
    • Quali sono le maggiori fonti di inquinamento atmosferico?A quante diverse fonti di inquinamento atmosferico siamo esposti nel nostro percorso verso scuola/università/lavoro?Come possiamo ridurre o evitare queste fonti di inquinamento?In che modo contribuiamo personalmente all’inquinamento atmosferico?Cosa possiamo fare per ridurlo?
  • Organizza un Walk/Bike to School Day: considera l’implementazione di un “Walk/Bike to School Day” per incoraggiarli a lasciare l’auto a casa
  • Pianta alberi per migliorare la qualità dell’aria: investire nella biodiversità può aiutare a pulire l’aria e a fornire habitat per la fauna selvatica. Chiedi agli studenti di portare le piantine per le loro piante nel tentativo di ricostituire questa preziosa risorsa.
  • Diventa parte attiva di questa iniziativa e mostra il tuo sostegno sui social entrando nella campagna #BeatAirPollution. Tutto quello che dovete fare è:
    1. Mettere una maschera intorno al viso e scatta un selfie.
    2. Condividi il tuo impegno su ciò che farai per migliorare la qualità dell’aria nella tua vita e condividilo utilizzando l’hashtag #beatairpollution.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here