Battiti binaurali: terapia rivoluzionaria o moda di nicchia?

Una rivoluzione nel campo delle neuroscienze?

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Proviamo per un attimo a immergerci in una sessione meditativa. Ci troviamo seduti su un tappetino da yoga. Gambe conserte, corpo rilassato, respiri profondi. Sottofondo di musica tipicamente zen, d’origine orientale. Occhi chiusi, mente libera. Questo scenario, rappresenta un classico metodo di meditazione yogica. Per quanto i benefici di queste pratica siano ormai riscontrabili da molte persone, possiamo comunque affermare che non tutti si trovano a proprio agio in queste gesta. Dobbiamo inoltre considerare che la meditazione ha molte sfumature. Quella yogica, è solo una delle tante possibilità. E’ possibile meditare ascoltando la musica, leggendo un libro, o semplicemente riservandoci un momento di solitudine. Tuttavia, esiste una tecnica che sta prendendo sempre più piede tra chi cerca metodi alternativi per calmare lo stress. Si tratta dei battiti binaurali.

Che cosa sono i battiti binaurali?

Si dice che il corpo umano sia una macchina perfetta. Tuttavia, per quanto il nostro organismo sia in grado di funzionare in maniera armonica, è possibile ingannarlo. E talvolta, un piccolo imbroglio può giocare a nostro favore. I battiti binaurali, non fanno che creare una specie di frequenza fantasma all’interno del nostro cervello. Per quanto ciò possa apparire come un meccanismo complicato, è in realtà piuttosto semplice da comprendere. Partiamo dal presupposto che l’orecchio destro e quello sinistro, percepiscono il suono in maniera differente. Per la precisione, questa differenza è di un tono. Dunque, se proviamo ad ascoltare al contempo due frequenze diverse, questo contrasto darà origine a un nuovo suono. Un battito binaurale, per l’appunto. Ad esempio, mettiamo che stiamo ascoltando allo stesso tempo una frequenza di 120 Hertz da un orecchio e 132 Hertz dall’altro. Questa sovrapposizione, darà vita a un battito binaurale di 12 Hz.

Le origini del fenomeno

Sembrerebbe trattarsi di un mix tra scienza e magia. Il fascino dell’illusione che va a beneficiare su qualcosa di così concreto come il nostro organismo. I battiti binaurali, detti anche frequenze o suoni binaurali, hanno origini prussiane. La loro scoperta è dovuta al medico e direttore dell’Istituto di Meteorologia Prussiano Heinrich Wilhelm Dove, nel 1939. Stiamo quindi parlando di un’epoca nella quale la medicina doveva ancora svolgere passi da gigante. Nonostante l’esperto avesse riscontrato vari successi da questa scoperta, il suo studio rimase nell’ombra fino al 1973. In quell’anno, Gerald Oster pubblicò sul Scientific American, un articolo intitolato “Auditory Beats in the Brain“. In queste righe, egli definiva i battiti binaurali come una rivoluzione nel campo delle neuroscienze. Li considerava efficaci per contrastare alcune patologie di natura neurologica. Durante la seconda guerra mondiale, Shirō Ishii, tenente dell’Unità 731, somministrava ai prigionieri in Manciuria sessioni di toni binaurali a scopo scientifico.

Non solo contro lo stress

I battiti binaurali, stanno diventando un vero e proprio mezzo finalizzato a risvegliare il nostro cervello. Il loro utilizzo sembra efficiente sia per contrastare ansia e stress, sia al fine di concentrarsi o svegliare la mente. C’è chi azzarda una particolare efficacia dei suoni binaurali anche per quanto riguarda alcune patologie, come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, e molte altre ancora. Naturalmente, non si tratta di una vera e propria terapia curativa, ma piuttosto di un mezzo palliativo. Tuttavia, medici e psicologi mettono in guardia riguardo ai possibili effetti collaterali di questa soluzione. Alcuni esperti affermano che i battiti binaurali possano creare dipendenza. Inoltre, c’è chi parla di illusione. Per alcuni non si tratterebbe di una terapia reale, bensì di un’illusione capace di manipolare gli ingranaggi percettivi della nostra mente.

Eppure, c’è chi ha osservato in alcuni pazienti sottoposti a sessioni di battiti binaurali, cambiamenti organici. Si parla di modifiche dei dosaggi ormonali ematici, o addirittura di cambiamenti cerebrali verificati attraverso elettroencefalogramma. Insomma, che si tratti d’illusione o scienza, per certe persone la tecnica sembra funzionare. In fondo, il nostro cervello è uno degli organi più misteriosi in assoluto. E anche il più esposto alla vita quotidiana. Non esiste informazione che non venga scremata attraverso questa macchina magica. Ecco perché, prendercene cura dovrebbe rientrare tra le nostre priorità. “Mens sana in corpore sano“, affermava il poeta Giovenale. Poiché, senza salute mentale, non esiste alcun benessere fisico.