Battaglie ambientali: quali saranno combattute nel 2022?

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Anche nell’anno che sta per terminare sono cominciate numerose battaglie ambientali. Ma quali di queste proseguiranno anche nel 2022?

Quali battaglie ambientali perseguiremo nel 2022?

Prenderemo come esame gli Stati Uniti, dove è molto forte la pressione sul presidente Biden per proseguire dette battaglie ambientali. L’impegno del presidente ha rappresentato l’inversione di rotta a seguito dell’amministrazione Trump, e a oggi la speranza è che riesca a mantenere le promesse fatte. Il tutto sotto occhi vigili: vediamo dunque di cosa si parla.


Obiettivi climatici cosa succede se non si raggiungono


Trivellazioni su terre federali

La sfida è limitare leasing e permessi per le trivellazioni di petrolio e gas su terreni e acque di proprietà federali. Già il primo esempio in tal senso, una vendita nel Golfo del Messico per 80 milioni di acri, è oggetto di dissidi seri. L’attuale amministrazione Biden ha messo in atto una moratoria per ritardare la vendita: un tribunale l’ha bloccata, e la vendita è andata avanti. I gruppi ambientalisti, contrariati dalla situazione, hanno deciso di opporsi alle vendite future.

Protezione federale delle acque

Un altro punto è la normativa sulla protezione delle acque federali. Questa battaglia è stata combattuta per anni, e nel 2015 l’amministrazione Obama aveva ampliato le protezioni dall’inquinamento per i piccoli corpi idrici. Secondo i sostenitori, questo aveva salvaguardato la salute e l’ambiente: invece, secondo i repubblicani si trattava di un onere eccessivo, e avevano cercato di annullarla con l’amministrazione Trump. L’amministrazione attuale dovrebbe ripristinare le cose, ma non è ancora del tutto chiaro.

Emissioni delle centrali elettriche

Questa battaglia ambientale si svolgerà principalmente attraverso i regolamenti e presso la Corte Suprema. Nel corso del prossimo anno, l’EPA dovrebbe emanare regole per le emissioni delle centrali elettriche nuove e resistenti, che siano finalizzate entro il 2023. Il timore però è che tali regole siano controverse, magari osteggiate da repubblicani e industria. A gennaio una corte di grado inferiore aveva annullato una normativa dell’era Trump, ma ad ottobre era stata ripresa in considerazione dalla Corte Suprema. Erano stati le compagnie carbonifere e gli Stati repubblicani a richiederlo. In particolare, il North Dakota ha rilasciato un documento dove sosteneva che la regola in oggetto dovrebbe tornare attiva.

L’aumento degli impegni sul clima

A seguito della COP26, i Paesi dovrebbero riconsiderare le loro battaglie ambientali e i loro impegni climatici entro la fine del 2022. Oltre a questo, si chiede agli stessi di rafforzare gli obiettivi per il 2030. Non è però chiaro quali Paesi riusciranno nell’intento: proprio gli Stati Uniti potrebbero non esserne in grado.