Battaglia di Zama: 202 a.C. – Vittoria di Scipione l’Africano

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Il 19 ottobre 202 a.C. con la Battaglia di Zama, terminano le rappresaglie della seconda guerra punica. A fronte di ciò, l’episodio bellico coinvolge la Repubblica romana contro Cartagine, dove consegue il successo per le truppe romane, con il predominio sul Mediterraneo. A fronteggiarsi nello scontro, ci sono Annibale alla guida delle milizie cartaginesi e gli avversari Scipione ed alleati per i Romani.

Battaglia di Zama: cosa antecede il conflitto?

Due anni prima della Battaglia di Zama, Publio Cornelio Scipione, che è un condottiero romano e diplomatico, decide di conquistare il territorio di Cartagine. Per tale ragione, nella medesima area, il capo militare romano esegue diverse missioni belliche ed ottiene numerose vittorie. Ad accrescere i successi di espansione territoriale del condottiero, consegue l’alleanza con l’erede al trono cartaginese, appunto Massinissa. Dalle abilità militari dei Romani, segue il rientro di Annibale a Cartagine, dopo le missioni belliche in Italia.

Battaglia di Zama: lo sbarco di Annibale

Nel 203 a.C. il condottiero cartaginese giunge in Africa, ad Hadrumentum, dove sistema il proprio esercito. Di fatto, Annibale si avvale di 15.000 soldati, con combattenti anche cartaginesi, che giungono in suo aiuto dall’alleato Massinissa. In seguito, il capo romano Scipione propone ai rivali un accordo di pace, ma senza alcuna risoluzione tra le parti. Come reazione del condottiero romano, seguono azioni di scorrerie e di assedio in tutto il territorio della Tunisia. Nonostante Annibale tenta di trovare più volte delle soluzioni con gli avversari, consegue la Battaglia di Zama.

Lo scontro definitivo tra Scipione ed Annibale

Nella Battaglia di Zama, i due capi militari di Roma e Cartagine si combattono a vicenda, per l’ennesima volta, dopo decenni di guerra. Scipione comprende il proprio svantaggio iniziale, per la minoranza di soldati rispetto all’avversario Annibale. Inoltre, il condottiero cartaginese impiega davanti al proprio esercito, numerosi elefanti, a differenza della parte avversaria.

Durante il conflitto, le truppe romane comprendono i punti deboli dei pachidermi ed attuano la strategia di innervosire gli animali. Attraverso tale azione, i romani riescono a scatenare il caos degli elefanti contro l’esercito cartaginese, che fugge. Da qui, i Romani inseguono i nemici dal reparto della cavalleria, poi procedono all’attacco con l’accerchiamento dei Cartaginesi.

Alla conclusione della guerra, le truppe romane di Scipione l’Africano, escono dal conflitto vincitrici. Nella Battaglia di Zama, il bilancio è di quasi 4000 vittime per i Romani e circa 24.000 per i Cartaginesi. Dopo lo scontro bellico, il condottiero Annibale riesce a fuggire e mettersi in salvo, ma svanisce il prestigio militare del noto combattente cartaginese.