Battaglia di Civitate – 1053: la vittoria dei Normanni

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Il 18 giugno 1053, la Battaglia di Civitate, nel territorio foggiano della regione Puglia. Di fatto, lo scontro bellico tra i Normanni in accordo con le truppe calabresi e locali, contro l’alleanza pontificia di Papa Leone IX. A fronte di ciò a sostegno del pontefice, le forze di Longobardi, Bizantini, Italiani e Svevi. Alla conclusione del conflitto, il successo delle truppe normanne.

Battaglia di Civitate: quali sono i fatti precedenti il conflitto?

Nel 1017, l’arrivo del popolo del Nord Europa nell’attuale Normandia, da qui lo stanziamento fino in Italia, nell’area pugliese. In verità, i Normanni dimostrano le abilità come guerrieri ed eseguono lavori da mercenari, in cambio di compensi. Con la permanenza di tali combattenti nel Sud della penisola italiana, il loro ingaggio militare dai capi di governo cristiani, della Puglia.

Ecco, gli incarichi di guerra ai mercenari, per fronteggiare le missioni belliche, su commissione dai regnanti del Sud Italia. Nel tempo, numerose le azioni di servizio bellico, che i Normanni eseguono per diversi sovrani, tra cui Melo di Bari. In seguito, Enrico II di Franconia, ovvero il Re d’Italia riconosce ufficialmente un feudo, come contea normanna di Ariano.

A tal proposito, si tratta del primo spunto di territorialità del popolo nordeuropeo, che inizia la conquista del Meridione italiano. A ragion per cui, le mire espansionistiche dell’area Sud d’Italia di altri Normanni, con la corsa al predominio del territorio e la ricerca di fortuna. Nel 1042, Guglielmo Braccio di Ferro diviene Re di Puglia ed appartiene alla dinastia normanna, del casato Altavilla.

Con la Battaglia di Civitate, il popolo normanno combatte contro le alleanze delle milizie papali di Leone IX, per la conquista dell’Italia del Sud. Inoltre, dal conflitto risulta il pensiero contrario del pontefice, sull’intento di conquista territoriale degli avversari.

Da qui, l’ideologia del Santo Padre, in contrasto con il potere di uno Stato imponente, vicino ai propri confini pontifici. Dall’esigenza di Leone IX di allontanare i Normanni dal Meridione italiano, ecco il suo obiettivo territoriale di sovranità. Ma alla base delle azioni militari del pontefice, l’irriverenza dei Nordeuropei, nei confronti della Chiesa e del Papato.

Lo scontro bellico di Civitate

Nel 1052, l’incontro di Papa Leone IX con l’imperatore Enrico III di Sassonia e la richiesta di alleanza per bloccare l’espansione normanna, in Puglia. Come risposta l’obiezione al pontefice ed il ritorno del Santo Padre a Roma, solo con settecento soldati svevi. Intanto, l’avanzata di predominio dei Normanni, preoccupa altri sovrani del Meridione, come i Longobardi.

A fronte di ciò, la popolazione dalle origini germaniche sostiene Papa Leone IX, per un’alleanza contro i nemici invasori. Come forze di coalizione con il Papato, in opposizione ai Normanni: Longobardi, Italiani, Svevi e Bizantini. Di fatto, l’esercito del pontefice raggiunge la Puglia, mentre il capo bizantino Argiro segue la stessa meta, con le proprie truppe.

Con lo schieramento dei due eserciti papali, la decisione dei Normanni di unire le proprie milizie, con a capo i conti Umfredo d’Altavilla e Riccardo I di Aversa. A ragion per cui, l’inizio della Battaglia di Civitate, con l’attacco notturno delle truppe normanne, alle milizie avversarie.

Segue la conquista del fronte dei mercenari e all’arrivo delle truppe longobarde, i nemici intimoriscono i rivali, che fuggono dal campo di battaglia. Ma Riccardo Drengot insegue le milizie longobarde e pontificie, con l’uccisione di gran parte dei nemici. Dallo scontro armato, il successo per i Normanni, dove Roberto d’Altavilla dimostra le doti belliche.