Battaglia di Anchialo – 917: la vittoria dei Bulgari

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Il 20 agosto 917, la Battaglia di Anchialo tra l’impero bulgaro ed il Regno bizantino, sulle coste del Mar Nero. Tra le parti avversarie, il monarca Simeone I di Bulgaria alla guida delle proprie milizie imperiali ed il sovrano Leone Foca il Vecchio, al comando delle truppe bizantine. Nei territori dell’odierna città di Pomorie, un conflitto bellico con il successo per le forze bulgare, che conquistano tutta la penisola balcanica.

Battaglia di Anchialo: quali sono i motivi della guerra?

Nell’894, Simeone I il Grande è il sovrano regnante dell’impero di Bulgaria, in successione a Re Vladimiro. Nelle disposizioni del nuovo imperatore bulgaro, l’onere per il popolo bizantino, di pagare un tributo di vassallaggio. Con la scomparsa del capo di Costantinopoli Leone VI, l’ascesa al trono bizantino del fratello Alessandro, come Basileus dei Romei, nel 912.

Tuttavia, il nuovo imperatore di Costantinopoli rifiuta il pagamento del tributo, in quanto in opposizione al riconoscimento di Bisanzio, da vassallo della monarchia bulgara. A fronte di ciò, la conseguenza di una missione militare alla conquista di Costantinopoli, come mira di predominio del sovrano di Bulgaria.

Alla scomparsa dell’imperatore bizantino Alessandro, la salita al trono di Costantino VII, che a causa della giovane età, consegue la reggenza imperiale a Nicholas Mystikos. In seguito, il patriarca bizantino trova un accordo con il capo bulgaro, con la concessione del titolo di Basileus ed il matrimonio tra la figlia e Costantino VII.

Nel 914, l’uccisione del reggente Mystikos, con la carica imperiale alla madre del giovane Re bizantino, la quale annulla gli accordi precedenti con il Regno di Bulgaria. Da qui, l’ira di Simeone I e l’assedio militare nei territori della Tracia, con l’imposizione della propria sovranità ad Adrianopoli.

Il conflitto

Dall’invasione bulgara di Adrianopoli, la conquista delle aree bizantine di Durazzo e Tessalonica, per le milizie imperiali di Simeone I. A fronte di ciò, la regnante Zoe stringe accordi bellici con Arabi, Serbi, Magiari, mentre il capo bulgaro annulla ogni accordo della sovrana avversaria, con i Paesi confinanti. Di fatto, il successo del piano strategico di Simeone I, con lo scontro diretto della Battaglia di Anchialo, tra Bulgari e Bizantini.

A capo dell’esercito di Costantinopoli, i generali Giovanni Bogas, Leone Foca e Costantino Lips, mentre il Re bulgaro guida le sue truppe imperiali. Di fatto, l’intenzione delle milizie bizantine di raggiungere i territori della fortezza di Anchialos, nell’area settentrionale del regno avversario.

Inoltre, il piano tattico militare dei Bizantini, di un assedio nella zona balcanica di Mesia e l’avanzata del capo bulgaro presso la medesima fortezza, nei pressi del Danubio. Durante la Battaglia di Anchialo, il conflitto delle parti nemiche nell’area di Acheloi, a qualche chilometro dalla fortezza di Anchialos.

Come intento tattico militare delle truppe bizantine, l’accerchiamento dei lati dell’esercito bulgaro, per poi costringere i nemici alla resa. Mentre, Simeone I attua una disposizione del proprio esercito, sulle ali del medesimo schieramento, con la parte centrale semideserta. A fronte di ciò, la strategia bellica del capo bulgaro di pressare i nemici, quando le truppe avversarie attaccano il centro del suo schieramento. Come conseguenza, il successo bellico per le milizie imperiali bulgare.