La musica cambia l’umore, rallegra oppure rattrista. Sono diversi i podisti che mentre passeggiano, nelle cuffie ascoltano i loro brani preferiti, per caricarsi durante la corsa. Per l’industria discografica questo non è abbastanza, per rendere ancora più accattivante l’ascolto della musica e attirare maggiormente il pubblico, ai Festival e alle rassegne musicali è stato attribuito un valore di competizione. Purtroppo o per fortuna non si possono paragonare i vari generi. Quando leggo gli articoli che evidenziano i dieci migliori bassisti, stilando una classifica, vivo delle emozioni di rigetto; per questo motivo non ho stilato una hit parade, ma preferisco segnalare alcuni grandi musicisti che diventano un riferimento per chi suona e ama il basso. La mia scelta è orientata prevalentemente per genere: Soul e Funky. In un prossimo articolo scriverò invece dei musicisti Rock e Metal, un tema vasto e importantissimo.

Modello Onagro
Basso Progetto Inedito

Il primo a cui ho pensato è Jaco Pastorius (1951-1987). Un genio incontrastato, con una grandissima capacità di suddivisione del tempo come nessuno riesce a fare. Compositore statunitense di brani funky, jazz, fusion. Iniziò a suonare la batteria poi a causa di una frattura al polso, abbandonò lo strumento. A quindici anni si dedicò al basso, influenzato dal musicista di fama locale Kenny Neubauer . Nel 1976 pubblicò il vinile omonimo Jaco Pastorius. Il primo brano del progetto discografico è uno standard jazz di Charlie Parker: Donna Lee arrangiato in genere fusion. Un brano suonato con l’accompagnamento delle sole congas. 

I bassisti si identificano dal tocco sulle corde e si ascoltano per la combinazione di tre aspetti fondamentali: suono, tecnica e ritmica. Questa combinazione diventa la loro firma. Vi suggerisco l’ascolto di questa esibizione dal vivo, del brano BEAT IT suonata da Marcus Miller (1959) Victor Wooten (1964) e Stanley Clarke (1951).

Brano che alterna accompagnamento e melodia per poi scatenarsi in un assolo di livello altissimo. Tre suoni simili ma con un concetto tecnico completamente diverso e che esprimono perfettamente il “groove” ovvero il pattern, il senso o la frase ritmica che entra nella testa dell’ascoltatore e che lo porta a muoversi e ballare.

Provate a immaginare invece l’espressione sul viso di Michael Jackson mentre in sala di registrazione, ascoltava il mix tape dell’album “Thriller” con i giri di basso di Billie Jean (brano che si tingerà di giallo per il mistero della paternità di due gemelli e di una donna dal nome Billie Jean) e Beat it, con gli arrangiamenti e le intuizione del bassista Louis Johnson (1955-2015) alias “Robba” Altro mostro sacro nel suo genere e collaboratore di Quincy Jones.

 

Tanta Tanta Roba! Anzi “Robba”! Tanta Roba ancora per Victor Wooten e Bela Fleck & The Flecktones al Montreal Jazz Festival del 1998! Questa è un’altra esibizione molto importante che esprime tutte le capacità del bassista, unico nel suo genere che accompagna il banjista più forte e famoso al Mondo Bela Flake.

All’appello non posso far mancare Bernard Edwards (1952-1996) bassista degli CHIC è suo il pattern di Good Times. Il Riff più campionato della storia della musica, quello utilizzato in “Rapper’s delight” dei “Sugar Hill”. Edwards ha lasciato un segno indelebile nell’Universo musicale della Disco Pop.

Nel 1951 Leo Fender progettò il primo basso elettrico, il modello Precision. L’anno seguente lo strumento debuttò nell’orchestra di Hampton, con Monk Montgomery (1921- 1982) il primo bassista a registrare un basso elettrico. In soli due anni si diffuse negli Stati Uniti. Questo strumento rivoluzionò la musica in quanto l’amplificazione lo rendeva molto più incisivo del contrabbasso. Il Precision Bass fu uno strumento rivoluzionario perchè si poteva suonare come una chitarra e il manico aveva una tastiera divisa per toni, quindi intonata. (da cui è stato ispirato il nome del modello), Risolse diversi problemi ai contrabbassisti. Fender lo propose ad alcuni musicisti che in quel periodo suonavono un nuovo genere: Western Swing di cui Fender era appassionato. Successivamente le chitarre e i bassi Fender rivoluzionarono la musica popolare. Le Big Band lasciarono il posto a gruppi più ristretti ma molto più udibili per via dell’amplificazione.

Da quel momento si sviluppò la tecnica per questo strumento. Uno sviluppo che in vent’anni ha trovato musicisti che hanno valorizzato lo strumento. Fu Larry Graham (1946) l’ideatore della tecnica “SLAP“. Incise tanto funky con Sly & the Family Stone quelli di ” Keep On Dancin'” e “If you want me to stay”

Non possiamo dimenticare Bill Dickens (1958) alias The Buddha. Ha collaborato con Chaka Khan, Janet Jackson, Pat Metheny, George Michael, Al Di Meola e tanti altri.

Invece nel panorama italiano dobbiamo rigorosamente ricordare: Faso di Elio e le storie tese, Saturnino lo storico bassista di Jovanotti, Ares Tavolazzi il basso di Area e Francesco Guccini (che ora si è dedicato al Jazz), Claudio Golinelli il bassista di Vasco Rossi, Roberto Costa ex Bassista di Dalla e Domenico Loparco ex bassista di Ivan Graziani. Ma poi ancora Cesare Chiodo, Daniele Bagni, Marco Caudai, Gianfranco Gullotto.

Nella sfera dell’arte vorrei segnalare: Pablo Echaurren, pittore, scrittore e fumettista, nato a Roma nel 1951. Negli anni ’70 ha collaborato con le riviste “Linus, Frigidaire, Comic Art” . Appassionato collezionista del basso elettrico, ha realizzato diverse opere ispirate al basso molto interessanti. Inoltre ha progettato anche alcuni “body” per la realizzazione di strumenti per alcuni liutai romani. Nel 2009 pubblicò “Bassi Istinti” un libro di avventure i cui protagonisti sono Fender, Gibson, un elogio al basso.

Pablo Echaurren
Pablo Echaurren, pittore, scrittore e fumettista.

Il basso non è lo strumento più diffuso fra gli studenti alle prime armi, che iniziano prevalentamente con chitarra o pianoforte. Il basso si scopre più tardi ma quando la vibrazione arriva allo stomaco e fa alzare le persone dalle sedie e le fa muovere a tempo, il musicista ne rimmarrà affascinato. Infatti il basso è la struttura portante che lega armonia, melodia e ritmica. Il bassista avrà sempre lo scettro del potere e di conseguenza una grossa responsabilità!

Domenico Loparco
Basso: Domenico Loparco
Domenico Loparco
Basso: Bassista Professionsita

 

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