Barriere architettoniche: la cultura che non rende free

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L’Italia è piena di cultura, arte, storia, paesaggi ma purtroppo anche di barriere architettoniche. Ad oggi sono molte, forse troppe, le strutture che non permettono al disabile, che sia non vedente, non udente o che sia su una sedia a rotelle, di poter apprezzare del patrimonio culturale che abbiamo.

L’accessibilità non è per tutti?

Alcune strutture sono preparate ad accogliere persone su sedia a rotelle o con altri problemi motori, grazie alla presenza di ascensori interni e percorsi adatti alla situazione. Purtroppo non è sempre così come ad esempio troviamo tanti siti archeologici, che riservano una scarsa attenzione anche a queste misure d’accortezza minime. Per esempio, a Roma un turista su sedia a rotelle riesce ad accedere più facilmente al Colosseo ma non al Foro Romano o sul Palatino perché il percorso, costituito per lo più da insidiosi sampietrini e da un terreno dissestato, lascia poche speranze.


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Le Associazioni e gli Enti che abbattono le barriere

Enti, volontari, associazioni e Onlus stanno lavorando per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni e le strutture per cercare di abbattere le barriere architettoniche presenti nei luoghi della cultura. La U.I.C.I. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) con la collaborazione dell’Associazione di volontariato Museum, hanno buttato giù una lista di tutti i musei e le aree culturali organizzate su questa linea. Inoltre la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il FAI (Fondo Ambiente Italiano), l’ENS (Ente Nazionale Sordi) e l’agenzia per i servizi turistici Rome&Italy con sede a Roma sono tra quelle che, oltre ad offrire i propri servizi rivolti al turismo per tutti, organizza anche tour ed itinerari su misura per diversamente abili.

I progetti senza barriere

Esistono due iniziative didattiche “l’Arte ti accoglie“. Si tratta di Video Lis nei Musei Civici e “Musei da Toccare” (Visite tattili). La Sovrintendenza Capitolina mira a garantire accessibilità e fruibilità del patrimonio storico-artistico al più ampio pubblico possibile. Il progetto Video Lis, realizzato dall’Istituto Statale per Sordi di Roma, Porta la lingua dei segni all’interno di 11 spazi del sistema. Il Museo di Roma a Palazzo Braschi, Mercati di Traiano-Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo Carlo Bilotti–Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, i Musei di Villa Torlonia Casino Nobile e Casina delle Civette, Museo Napoleonico, Museo dell’Ara Pacis, Galleria d’Arte Moderna e i Musei Capitolini, sono gli 11 spazi dove poter trovare questo progetto.

Per il progetto, “Musei da Toccare”, lo troviamo in tutti i musei sopraelencati più il Museo delle Mura con l’iniziativa “Toccare un segno urbano”, il Museo Barracco con “A contatto con l’arte” del Mediterraneo Antico. La Collezione Barracco ed il Museo di Casal de’ Pazzi con “Il Pleistocene da toccare”. Inoltre visto il successo, a questa lista si sono aggiunti il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il Museo di Roma in Trastevere, il Museo Civico di Zoologia, il MACRO, il Museo degli Strumenti Musicali ed il Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini.

Le regioni sulla strada dell’accessibilità

Il FAI, in collaborazione con l’ENS e la Regione Lombardia, ha attivato i progetti “Beni FAI per tutti”, indirizzato ai visitatori con disabilità intellettive e “Sentire l’arte” per fruitori non udenti. Per i non udenti del nostro paese se ne è occupato l’ENS che, in collaborazione con il MIBACT e con il patrocinio ICOM, ha portato avanti l’ambizioso “Progetto M.A.P.S.“. Mappando tutti i musei e i luoghi dell’arte italiana accessibili alle persone con disagi uditivi. “Uffizi da Toccare” è un’altra grande novità che giunge dalla Toscana. Un percorso tattile-sensoriale che dal 2013 accompagna il visitatore ipovedente o non vedente attraverso didascalie in braille, mappe tattili in rilievo e riproduzioni 3D di molti capolavori.

In Lombardia sono attrezzati per ipo e non vedenti alcuni importanti musei. A Milano infatti il Museo del Duomo ed il Museo di Storia Naturale e Planetario sono già attivi e ben organizzati. Così come la Villa Romana presso Desenzano sul Garda, il Museo Civico “Ala Ponzone”, Museo Stradivariano di Cremona, il Museo del Tessile presso Busto Arsizio o Palazzo Te a Mantova. Altri musei sparsi in tutta l’Italia hanno aderito all’abbattimento delle barriere architettoniche culturali. In Piemonte il Museo Egizio e quello della Sindone a Torino e in aggiunta a questi anche in Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, la Pinacoteca provinciale di Bari, il Museo Archeologico di Villa Sulcis nelle vicinanze di Cagliari ed il Museo Archeologico di Santo Spirito a Caltanissetta.

Ad oggi, solo in Italia, sono circa 5 milioni gli audiolesi e 2 milioni gli ipo e non vedenti. L’importanza di questi progetti non è da sottovalutare. Si dice che l’arte ci rende liberi, ma se non abbiamo la possibilità di godere di quello che il patrimonio culturale ci ha lasciato, allora tanto liberi non siamo.

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