Baristi e ristoratori uniti delle Marche: “In gioco ci sono le nostre attività”

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Baristi e ristoratori uniti delle Marche lanciano un appello al Governo: “In gioco ci sono le nostre attività“. Lo fanno alla vigilia delle nuove restrizioni. Lo fanno con rabbia e rammarico, “vittime indifese delle arbitrarie decisioni del Governo centrale“. A questo si aggiunge il clima terroristico mediatico che fa da cassa di risonanza. “Siamo gravemente danneggiati da un clima di terrorismo mediatico messo in campo dalle maggiori fonti di informazione nazionale”. Lo scrive l’associazione dei baristi e ristoratori uniti delle Marche. “Tutto questo allontana i nostri avventori con messaggi di paura. Siamo caduti di nuovo nella trappola dello scarica-barile“.

Baristi e ristoratori uniti delle Marche:” Ritorniamo nell’incubo delle chiusure anticipate”

Siamo ritornati nell’incubo delle chiusure anticipati e degli assembramenti fuori dai locali. Siamo tornati a nuovi distanziamenti e ingressi limitati nei posti al chiuso. A questo si aggiunge la limitazione ingiustificata dell’orario di lavoro e del divieto di vendere alcolici. Tutto ciò senza un minimo accenno del Governo. Temiamo sarà il modello di lavoro pensato per l’intera durata del periodo autunnale invernale e parte del primaverile“.

Bar e ristoratori uniti delle Marche: “I Sindaci e i Presidenti della Regione dovrebbero avere più poteri decisionali e logistici”

Tenuto conto della stagione che dovremmo affrontare e delle relative restrizioni, tutto questo ci impedisce di lavorare e fatturare il minino necessario per sopravvivere. Pere questo facciamo diverse proposte all’Istituzione competente. I nostri interlocutori istituzionali principali dovrebbero essere i Sindaci e i Presidenti della Regione. Loro conoscono in maniera molto più precisa e attenta il territorio e le situazioni in ambito locale. Per questo possono essere i soggetti più utili nella concertazione delle regole e nell’applicazione delle stesse per la prevenzione e la lotta al virus. Per questo chiediamo che vengano delegati agli stessi più poteri decisionali e logistici.”

“In gioco ci sono le nostre attività”

“Chiediamo di tener presente che ci sono in gioco le nostre attività lavorative, dei nostri dipendenti e di tutto l’indotto comprese le nostre vite. I barlumi economici positivi dell’estate ed i pochissimi sussidi arrivati non sono bastati. Questi non sono riusciti a fare da contrappeso alle perdite finanziarie passate, presenti e future. “

Coperture economiche adeguate

Chiediamo una copertura economica adeguata al danno che andremmo a subire. Il Governo dovrebbe tenere giustamente conto di nuovo di tasse, imposte, spese per utenze e affitti. E poi le proroghe della cassa integrazione, le detrazioni e tutte le misure degli ammortizzatori sociali”. Ci tengono a precisare che ha intenzione di lavorare in piena sicurezza e nelle giuste condizioni. Senza tralasciare la giusta considerazione da parte delle istituzioni. “Le istituzioni devono essere il nostro punto di riferimento e non il nostro impedimento nella lotta del virus“. Queste dichiarazioni lanciate dall’associazione di categoria arrivano mentre il governo approva l’ennesimo dpcm. E in gioco ci sono le attività di migliaia di lavoratori.