Barbie protagonista di opere d’arte: da 61 anni in tutti i settori

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Barbie protagonista anche nel settore dell’arte: da 61 anni regina di ogni ambito

Giocattolo iconico, prodotto che incarna i cambiamenti epocali, Barbie è stata emblema di ogni tempo. Un oggetto rilevante come la bambola-donna ha naturalmente sfondato le barriere anche del campo artistico: Barbie diviene soggetto delle opere d’arte più famose!

Barbie: soggetto dell’arte classica

Come sarebbero i dipinti tradizionali se il loro soggetto fosse la celeberrima Barbie? Una domanda cui ha risposto Catherine Théry. L’artista francese ha intitolato il suo primo progetto in questo campo “Pas celles que vous croyez”.
Ha difatti sostituito i classici personaggi con il volto e le fattezze dell’amata bambola, evidenziando il ruolo della Donna nella società.

L’art director ha utilizzato la “bambola della perfezione fisica“, il corpo stereotipato femminile, per soffermarsi sugli aspetti spesso tralasciati, quali l’intelligenza, la determinazione, la capacità della Donna di occupare ogni ruolo e indossare ogni veste sociale.

Barbie protagonista ne La creazione di Adamo

Tra le opere della collezione “Pas celles que vous croyez” non c’è traccia di uomo ne’ “Colazione sull’erba” di Manet o nella “Creazione di Adamo” di Michelangelo. “Il Figlio dell’uomo” di Magritte è una figlia e “L’urlo” di Munch è un grido femminile.



“C’est ne pas unA Barbie”: Barbie protagonista nei dipinti surrealisti

Orologio, pipa, lattina o uccello: la Barbie si trasforma in ognuno di loro, diviene soggetto dei più famosi quadri surrealisti. Gli undici dipinti modificati sono ancora una volta idea di Catherine Théry, la quale ha creato l’esposizione “On ira toutes au paradis”, cioè “Andremo tutte in paradiso”.

Lontano dai tratti caratterizzanti della perfezione incarnata dalla Barbie, la bambola perde le sue tipicità immergendosi nel complesso mondo del surrealismo: dove non vi sono regole di proporzione, dove il corpo è un optional, Barbie, nonostante la figura che rappresenta, si trova perfettamente a suo agio.

61 anni di trasformazioni, riadattamenti, modifiche: il risultato? L’eterna giovinezza di Barbie riecheggia nel 1959 come nel 1980, nel 1970 come nel 2020.