sabato, Luglio 20, 2024

Bangladesh: violente proteste dopo la visita del premier indiano

Violente proteste si sono svolte in Bangladesh dopo la visita del primo ministro indiano Narendra Modi. Negli scontri tra la polizia e i manifestanti almeno una dozzina di persone sono rimaste ferite. La violenza si è diffusa in tutto il paese nel terzo giorno di proteste contro la visita del premier indiano. Secondo quanto riferito, domenica i manifestanti avrebbero anche attaccato i templi indù e un treno nel Bangladesh orientale.  

Bangladesh: cos’è successo?

Scoppia il caos in Bangladesh dopo la visita del primo ministro indiano Narendra Modi. Il premier indiano era in Bangladesh per partecipare alle celebrazioni del Giubileo d’oro dell’indipendenza e al centenario della nascita dello sceicco Mujibur Rahman, fondatore del paese e padre dell’attuale primo ministro Sheikh Hasina. Almeno una dozzina di persone sono rimaste ferite negli scontri tra la polizia e i manifestanti. La violenza si sta diffondendo in tutto il Paese nel terzo giorno di protesta contro la visita del premier indiano. I manifestanti, per lo più del gruppo Hefazat e Islam, sono arrabbiati per la visita del primo ministro indiano, secondo loro colpevole di aver alimentato la violenza conto i musulmani in India.

La violenza degenera in tutto il Bangladesh

Secondo quanto riferito, domenica la violenza è degenerata in tutto il paese. I manifestanti hanno attaccato diversi templi indù e gli attivisti di Hefazat avrebbero attaccato un treno nel distretto orientale di Brahmanbaria, provocando il ferimento di 10 persone. Inoltre nella giornata di venerdì sono morte cinque persone, mentre sabato sono morte sei persone, dopo che la polizia ha sparato contro i manifestanti di diversi distretti. I manifestanti avrebbero anche dato fuoco a due autobus nel distretto occidentale di Rajshahi.

Durante una nuova protesta a Narayanganj appena fuori dalla capitale, Dhaka, i sostenitori di Hefazat hanno cantato “azione, azione, azione diretta”. Hanno bloccato l’autostrada chiave che collega Dhaka con la città portuale di Chittagong. Centinaia di manifestanti si sono scontrati con la polizia e hanno bruciato mobili e pneumatici sulle strade. I manifestanti cantavano slogan anti-Modi e chiedevano alle autorità di indagare sulle sparatorie della polizia.

Javed Rahim, giornalista della città di Brahmanbaria, ha riferito al telefono a Reuters: “Brahmanbaria sta bruciando. Vari uffici governativi sono stati incendiati indiscriminatamente. Anche la stampa è stata attaccata e ci sono molti feriti, compreso il presidente del club della stampa. Abbiamo una paura estrema e ci sentiamo davvero impotenti”.

Anche in passato vi sono state grandi proteste da parte dei guppi islamisti

Il gruppo islamista ha una rete nazionale e in passato ha tenuto grandi proteste chiedendo che il Bangladesh introduca leggi sulla blasfemia. Mentre il Bangladesh celebrava l’indipendenza, i gruppi per i diritti umani hanno criticato il governo per quello che hanno descritto come un crescente autoritarismo, comprese le sparizioni forzate e le esecuzioni extragiudiziali. Anche altri gruppi, tra cui studenti, persone di sinistra e altri gruppi islamici, hanno organizzato proteste contro la visita di Modi.

Modi e Hasina rafforzano la cooperazione

Modi ha lasciato il paese sabato dopo aver tenuto colloqui con il primo ministro del Bangladesh Sheikh Hasina e aver regalato al paese 1,2 milioni di vaccino anti-covd. I due paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta per celebrare la loro cooperazione e partnership. Il governo del Bangladesh non ha commentato le proteste.


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