Ban Ki-moon il 13 ottobre 2006 viene eletto Segretario generale ONU

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Il 13 ottobre 2006 Ban Ki-moon è l'ottavo Segretario generale ONU.

Il 13 ottobre 2006, tra gli applausi dei presenti, Ban Ki-moon viene acclamato quale nuovo Segretario generale delle Nazioni Unite (ONU), una carica che avrebbe mantenuto fino al 2016, quando poi ha lasciato il posto ad Antonio Guterres. La sua è stata una elezione ampiamente prevista, poiché il Consiglio di sicurezza già qualche giorno prima aveva lasciato intendere che si sarebbe espresso in favore della candidatura del diplomatico sudcoreano. I 192 Paesi facenti parte dell’Assemblea generale dell’ONU hanno votato all’unanimità per l’allora ministro degli Esteri e del Commercio della Corea del Sud. Il politico asiatico ha raccolto un’eredità pesante, quella del predecessore Kofi Annan.

Ban Ki-moon è stato l’ottavo Segretario generale nella storia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, preceduto da Trygve Lie (Norvegia) che ha ricoperto questo ruolo fra il 1946 e il 1952; Dag Hammarskjbld (Svezia), deceduto nel 1961 prima che scadesse il mandato a causa di un incidente aereo in Africa; U Thant (Birmania) dal 1961 al 1971; Kurt Waldheim (Austria) dal 1972 al 1981; Javier Perez de Cuèllar (Peru) nel decennio 1982-1991; Boutros-Ghali (Egitto) fra il 1992 e il 1996 e infine Kofi Annan (Ghana) dal 1997 al 2006.

Ban Ki-moon è stato eletto all’unanimità dall’Assemblea generale ONU.

Il politico della Corea del Sud è nato il 13 giugno 1944 ed è un diplomatico apprezzato e stimato in tutto il mondo. È stato per due volte ambasciatore negli Stati Uniti e ha cominciato a collaborare con l’ONU nel 1975. Si è distinto per il suo impegno nel frenare la corsa agli armamenti nucleari, e non a caso nel 1999 è stato il presidente della commissione preparatoria del Trattato per la messa al bando dei test nucleari (Ctbto) a Vienna.

Ban Ki-moon: nasce un grande diplomatico

Ban Ki-moon è stato spesso chiamato in causa per gestire i delicati rapporti diplomatici tra Corea del Sud e Nord. Nel 1992 ha ottenuto la nomina quale vice-presidente della commissione di controllo nord-sudcoreana sulle armi nucleari. Successivamente è stato uno degli artefici delle trattative intavolate da sei Paesi (le due Coree, Giappone, Cina, Russia e Stati Uniti) per fare chiarezza sul programma nucleare della Corea del Nord.

Ban Ki-moon e la difficile gestione del tema della pena di morte

Dopo l’elezione del 13 ottobre 2006, Ban Ki-moon entra ufficialmente in carica come ottavo Segretario generale dell’ONU a partire dal 23 gennaio 2007. Il suo esordio è stato all’insegna delle critiche e delle polemiche. Durante la sua prima conferenza stampa non si è dissociato pubblicamente dalla condanna alla pena di morte inflitta dalla Corte suprema irachena all’ex dittatore Saddam Hussein. In questa circostanza, infatti, si è limitato a dire che ogni Stato ha piena facoltà di scelta sull’esecuzione capitale. Una presa di posizione in netto contrasto con la battaglia portata avanti da sempre dalle Nazioni Unite per l’abolizione globale della pena di morte che calpesta i diritti umani.

Il diplomatico sudcoreano ha poi provveduto a puntualizzare la sua posizione sull’argomento quando – sempre in Iraq – è stata predisposta la pena capitale per Awad al-Bandar e Barzan al-Tikriti, due ex ufficiali iracheni che sarebbero stati responsabili dell’uccisione di circa 148 sciiti negli Anni ’80, durante un assalto al villaggio di Dujail. In quest’occasione, il neo-Segretario generale delle Nazioni Unite ha affidato al suo portavoce una dichiarazione nella quale esortava il governo dell’Iraq a sospendere le condanne a morte nei confronti degli imputati verso i quali le sentenze si sarebbero potute procrastinare ad un secondo momento.

Ban Ki-moon criticato per le dichiarazioni sulla pena di morte.

Il 16 gennaio 2007, intervenuto a Washington, allo scopo di spegnere una volta per tutte le polemiche, Ban Ki-moon ha ricordato come la politica, la società e il diritto internazionale si stessero ormai muovendo sempre di più verso una «graduale abolizione» della pena di morte. Il 15 aprile 2008, in occasione del decimo anniversario della morte di Pol Pot, ex dittatore campogiano, ha invitato le istituzioni a non giustiziare sommariamente gli storici leader del regime dei Khmer rossi, affinché gli garantissero un regolare processo.