Ballerina Mata Hari: la spia che guarda il plotone

Mata Hari è una "femme fatale" e come tale, oggetto di critiche. Forse la sua esecuzione è da mettere in relazione al messaggio della sua danza

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Insegnate, spia e ballerina Mata Hari è uno dei personaggi più affascinanti dei primi del Novecento. Una donna emancipata, interessata ai fatti internazionali e con conoscenze altolocate. Considerata una “femme fatale” e simbolo della doppiezza femminile, è anche un facile bersaglio delle critiche. Oggi però si tende a sminuire il suo ruolo di informatrice dei francesi.


Mata Hari: la donna spia ed “artista sublime”


Come diventa ballerina Mata Hari?

Margaretha Geertruida Zelle a 19 si sposa con un Ufficiale di marina che presta servizio in Indonesia. Dopo il matrimonio lo segue oltreoceano, dove impara la lingua e le danze tradizionali, facendosi chiamare Mata Hari. Il suo nome in malesiano significa “occhio del giorno”. Ha due figli che però muoiono da piccoli e ciò causa una frattura all’interno della coppia che diventa insanabile nel 1902, quando lascia il marito. A Parigi comincia a lavorare come modella e ballerina. Le sue performance la fanno notare da uomini facoltosi che poi le chiedono di lavorare per l’intelligence francese.

La danza di Mata Hari

Nelle Indie olandesi la donna ha abbracciato la filosofia orientale e i concetti delle religioni induista e buddista. Sono elementi che si ritrovano nelle sue performance, in cui mostra grazia felina e sensualità. La sua danza è libera espressione dell’essere, talvolta selvaggia e demoniaca o ipnotica. Le coreografie presentavano Java come una terra di piaceri, solleticando la fantasia degli europei. Il suo spettacolo non è solo esotico, ma anche erotico. Mata Hari danza quasi nuda, si copre di veli e nasconde il seno con gioielli. Alcuni la considerano scandalosa. C’è poi un richiamo a spiritualità, fertilità, amore e pure alla distruzione tipici degli atti divini. Molti hanno visto nei suoi movimenti un messaggio di rivolta verso le gerarchie europee.

Una spia che è anche un capro espiatorio

Allo scoppio della Prima guerra mondiale Margaretha Geertruida Zelle decide di non esibirsi più. Raggiunge così la patria d’origine, l’Olanda dove era nata nel 1867 e in cui ha insegnato prima del matrimonio. Si lega sentimentalmente ad un uomo che però deve arruolarsi e dopo qualche mese è ferito e ricoverato in Francia. Per andare a trovarlo la donna chiede il passaporto, ma le autorità glielo concedono solo quando accetta di spiare i tedeschi. Di certo cerca informazioni sulle strategie militari della Germania e gli agenti segreti che fanno il doppio gioco. Tuttavia, dagli atti del procedimento penale che l’ha portata alla morte emergono incoerenze e contraddizioni. Le prove addotte infatti sono circostanziali. L’esecuzione della spia avviene il 15 ottobre 1917. La donna, portata davanti al plotone, non indossa la benda e manda agli esecutori un bacio.