Baghdad, raid Usa uccide il generale Soleimani

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Un raid americano ha ucciso uno degli uomini più potenti del medio-oriente, capo delle forze armate iraniane al-Quds e uomo vicinissimo alla Guida suprema Alì Khamenei , Qassem Soleimani. Nell’attacco a stelle e strisce di Baghdad, assieme al generale è stato ucciso anche il numero due della milizia paramilitare sciita Hashd Shaabi, Abu Mahdi al-Mohandes.

Trump ha dato l’ordine

L’operazione militare, che i soldati Usa hanno messo in pratica dopo un ordine impartito direttamente dal Presidente Trump, ha avuto luogo nei pressi dell’Aeroporto Internazionale di Baghdad. Il bombardamento, scaturito da un preciso attacco drone, ha colpito due auto che viaggiavano nella strada direzione Aeroporto. Le cause di questo attacco di matrice “presidenziale” devono essere trovate negli ultimi disordini che hanno provocato le sommosse contro l’ambasciata americana a Teheran. Per il Pentagono infatti Soleimani “stava attivamente mettendo a punto piani per colpire i diplomatici americani e uomini in servizio in Iraq e in tutta la regione”.

Al-Khamenei e Soleimani a Baghdad
Al-Khamenei e Soleimani

Di tutt’altro tono è, ovviamente, la risposta iraniana. Difatti per i leader sciiti stiamo parlando praticamente di un atto terroristico da cui potrebbe provenire una guerra di proporzioni molto grandi. Soleimani infatti era stato per gli iraniani estremamente fondamentale per combattere contro le forze sunnite di Daesh e al-Nusra. Per gli iraqueni invece, colpiti a freddo data l’importanza strategica di un uomo come Soleimani, hanno annunciato dure ritorsioni. Difatti, secondo il premier uscente Adel Abdul-Mahdi, parliamo di “un’aggressione” di “una violazione di sovranità”che porterà ad una escalation di proporzioni globali.

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