Azzorre: 10 cose da fare nel paradiso portoghese

0
356

L’arcipelago delle Azzorre è ora stato inserito nella lista verde dei viaggi del Regno Unito. I motivi per cui visitarlo sono molti, ma ne esamineremo 10.

Perché visitare le Azzorre?

Cominciamo col dire che l’arcipelago si trova a circa 1000 miglia a ovest dell’Europa continentale. Si compone di 9 isole, tutte vulcaniche: la più grande è São Miguel, seguita da São Jorge, Terceira, Pico, Faial, Ilha das Flores, Santa Maria, Graciosa e Corvo. La sua è una storia coloniale, in quanto è stato scoperto dai portoghesi nel 1432: qui si rifornivano le navi portoghesi, con merci come spezie, pomodori, patate dolci. Oggi naturalmente è una regione autonoma. Il clima è variabile nel corso di tutta una giornata, si coltivano caffè, tè, ananas, e la città di Angra do Heroísmo su Terceira è stata dichiarata Patrimonio Unesco. Stessa cosa dicasi per il paesaggio vinicolo su Pico.


Maldive: le spiagge da sogno tra i coralli multicolore


Il vino

Veniamo ai 10 motivi per cui visitare le Azzorre. Uno di questi è proprio il vino: le viti infatti crescono in posti normalmente inospitali, come fessure nella roccia e lava indurita, esposte a eventi atmosferici inclementi. Proprio queste particolarità conferiscono al vino caratteristiche distintive. I vini più celebri sono prodotti a Pico, ma anche su Terceira, a Biscoitos, che possiede un paesaggio simile.

Il mare

Poiché parliamo di isole vulcaniche, generalmente la sabbia delle spiagge è scura e la costa rocciosa. Esistono tuttavia delle piscine naturali, cascate, sorgenti vulcaniche. L’acqua è fredda per la maggior parte dell’anno (siamo pur sempre nell’Oceano), ma è sempre possibile effettuare gite per avvistare delfini e balene.

I dolci

Torte e biscotti possono essere un buon motivo per visitare le Azzorre. Un esempio è il Dona Amélia, piccole torte a base di melkana (una specie di melassa), zucchero, uova, farina di mais, cannella e uvetta. Ma anche il Pudim conde da praia, con patate, zucchero, burro, limone, uova e cannella. O ancora gli Especies de São Jorge, biscotti a forma di ferro di cavallo ripieni di finocchio, pepe nero, cannella e limone.

I latticini

Burro, latte, formaggio, panna: i latticini prodotti nelle Azzorre sono unici nel loro genere. Due sono i formaggi con Denominazione di Origine Protetta: il piccante Queijo São Jorge e il burroso Queijo de Pico, ma non sono gli unici da provare. Per non parlare del gelato, dello yogurt e del burro chiarificato.

Le ortensie

Raggruppate in alti cespugli, con fiori nei toni del blu, del rosa, del bianco, del viola. In particolare su Faial, conosciuta come l’isola blu: un’eruzione vulcanica nel 1957 ha lasciato il terreno fertile e pieno di acidità e alluminio, che conferisce ai fiori la tonalità blu. Le ortensie sono state introdotte dai coloni portoghesi nel XVII secolo, e sono diventate invasive, a discapito della flora locale. Questi fiori iniziano a fiorire alla fine di aprile fino all’inizio di settembre.

Le Fajãs

Si tratta di ripide scogliere che scendono verso la costa, formate da colate laviche fermate al mare. Sono più presenti a São Jorge, e sono particolarmente fertili: i coloni le utilizzavano per coltivare mais, patate dolci e verdure. Degna di menzione è la Fajã de Caldeira de Santo Cristo, l’unico luogo dell’arcipelago dove vengono coltivate le vongole.

Il culto dello Spirito Santo

Il 90% degli abitanti delle Azzorre è cattolico, e le feste dello Spirito Santo sono particolarmente sentite. I festeggiamenti hanno un filo conduttore, ma sono diversi da un’isola all’altra. Un elemento comune tuttavia sono gli impérios, piccoli santuari decorati e ben tenuti. A Terceira ad esempio ce ne sono 73, sormontati da una corona imperiale. Anche la loro architettura varia da isola a isola.

I frutti di mare

Tonno, sgombro blu, sgombro cavedano, musdea, porgo rosso, pesce spada: ma anche aragoste, aragoste pantofola, granchi, granceole. Tipici dell’arcipelago sono due frutti di mare: le lapas, patelle che si consumano generalmente grigliate, e le cracas, cirripedi esternamente simili a piccole rocce. Queste ultime si trovano più facilmente a Terceira.

Il tè e il caffè

Due sono le piantagioni di tè, entrambe a São Miguel: Gorreana e Porto Formoso, sulla costa settentrionale. Una produce tè nero (pekoe arancione, pekoe, moinha, oolong e foglie spezzate) e l’altra tè verde. È probabile che il tè sia stato introdotto nell’arcipelago all’inizio del XIX secolo, dopo la scoperta che il clima era favorevole alla coltivazione. Il caffè invece è coltivato sui pendii di fajã a São Jorge.

Il Geoparco

Sulla terra e in mare ci sono in totale 121 geositi. Caldeiras secche, laghi in crateri, campi fumarolici, sorgenti termali, grotte, crepacci, quasi tutti creati dalla natura vulcanica. Tra i siti citiamo il Monte Pico, da scalare fino in cima; il vulcano Capelinhos, sul punto più occidentale di Faial. Ma anche il sentiero Fajã de Lopo Vaz, su Ilha das Flores.