Dal 21 al 25 Settembre a palazzo Clerici sarà possibile visitare la retrospettiva “Azzedine Alaia Couture Sculpture” una selezione di 21 capolavori curata dallo storico della moda Olivier Saillard.

Gli abiti esposti su manichini che riprendono la fisicità della modella Naomi Campbell, modella e grande amica del sarto; sono il perfetto esempio della sua particolare attenzione per la silhouette femminile.

Arrivato a Parigi Azzedine Alaia iniziò la sua carriera come assistente sarto lavorando negli anni per atelier come: Christian Dior, Guy Laroche e Mugler; diventando uno degli stilisti più amati dalle donne dell’alta società parigina.

Un artista legato alla tradizione, durante tutta la sua vita preferì concentrarsi sul processo creativo piuttosto che piegarsi alle scelte di mercato mantenendo sempre il controllo: sulla sua storia e quella del suo marchio.

Alaia lanciò la sua prima collezione nel 1979 dove le tonalità del nero e del bianco erano già predominanti.

Uno studio costante sulla prospettiva e sulla forma umana attraverso tutta la carriera di Alaia al punto da  cucire gli abiti direttamente sul corpo delle sue clienti per risaltarne al meglio le forme.

“ Non sono un designer, sono un couturier”

Azzedine Alaia reinventò la consapevolezza del corpo, attraverso un particolare utilizzo dei tessuti che era capace di modellare a suo piacere.

Trasse ispirazione da ogni forma d’arte: musica, teatro, design, architettura.

Nel 1984 è stato votato come miglior stilista dell’anno e miglior collezione dell’anno agli “Oscar della moda”.

Dopo la morte della sorella gemella, nella metà degli anni novanta, Alaia si ritirò a vita privata; lavorando solo per un piccolo numero di clienti selezionate.

Durante la sua carriera ha vestito personaggi come Tina Turner, Grace Kelly, Paloma Picasso, Greta Garbo e Madonna.

E’ scomparso il 18 Novembre 2017.

“Mi piacciono quando sono belli e senza tempo, senza troppi dettagli, ornamenti o colori che li datano. Più sono semplici più sono difficili da creare”

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