sabato, Luglio 20, 2024

Azienda britannica ha un contratto per trasformare la polvere lunare in ossigeno

Metalysis, una società britannica, spera di trasformare la polvere della superficie lunare in ossigeno. Un progetto che potrebbe aprire la strada ad ulteriori esplorazioni e persino all’abitazione del satellite.

Trasformare la polvere lunare in ossigeno. E’ possibile?

Metalysis, una società di tecnologia dei materiali con sede nel South Yorkshire, in Inghilterra, ha dichiarato di aver ottenuto un contratto con l’Agenzia spaziale europea (ESA) per sviluppare ulteriormente un metodo per estrarre l’ossigeno extraterrestre dai materiali trovati sulla superficie lunare. Nella ricerca pubblicata quest’anno, gli scienziati affiliati a Metalysis hanno affermato di poter estrarre il 96% di ossigeno dai detriti trovati sulla superficie lunare. Questi residui sono noti come come “regolite lunare”.

Qual è il processo di estrazione?

Il processo, che è stato sviluppato presso l’Università di Cambridge, è già stato predisposto per funzionare sulla Terra. “Metalysis ha ricevuto circa £250.000 in finanziamenti dall’ESA per perfezionarlo in un ambiente extra-terrestre”. Queste le parole di Ian Mellor, amministratore delegato della società. Il progetto è un passo avanti nello sviluppo di una fonte sostenibile di ossigeno sulla Luna. E’ necessario per sostenere la vita umana su basi lunari permanenti. L’ESA e altre agenzie hanno dichiarato di appoggiare il progetto di un “villaggio lunare” fornendo il carburante per i veicoli che atterrano e partono dalla Luna.

Produrre ossigeno sulla Luna riduce i costi sulla Terra

I ricercatori sperano anche che, coltivando e producendo risorse essenziali come l’ossigeno sulla Luna, saranno in grado di ridurre significativamente la massa del carico utile che sarebbe necessario per essere lanciato dalla Terra. “Uno dei principali motori del progetto è essere in grado di utilizzare le risorse che sono già sulla Luna, piuttosto che doverle portare dalla Terra. C’è un rilevante costo associato al portare le cose nello spazio, e tanto più si può utilizzare quello che già c’è, meglio è”. Così si è espresso Mellor. Nessun essere umano ha messo piede sulla Luna dal 1972, ma ora è nel mirino di diverse agenzie spaziali.

NASA ed ESA collaborano

Come parte del suo programma Artemis, la NASA prevede di far atterrare la sua prima donna sulla Luna nel 2024 (e quindi anche il primo uomo dal 1972). Nel dicembre 2017, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato la direttiva sulla politica spaziale 1. Questa direttiva richiedeva alla NASA di inviare gli esseri umani sulla Luna per “esplorazione e uso a lungo termine” e missioni su altri pianeti. Nel frattempo, un accordo di collaborazione è stato finalizzato tra la NASA e l’ESA in ottobre. Le due agenzie lavoreranno insieme sull’avamposto lunare Artemis Gateway, che fungerà da stazione di passaggio per gli astronauti che viaggiano dalla Terra prima che raggiungano la superficie lunare.


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