Avvocati turchi – in prigione tra la vita e la morte

In Turchia, dal 2016, più di 1500 avvocati hanno subito un procedimento legale. Molti di loro sono stati imprigionati senza un valido motivo. Ora, con le proteste dello sciopero della fame, alcuni stanno morendo

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Avvocati turchi

Dopo il fallito golpe del 2016, il presidente Erdogan sta sottoponendo a un purga senza fine tutti coloro che, secondo lui, sarebbero coinvolti nel tentato golpe. Torture, minacce e arresti. Nel mirino di Erdogan non ci sono solo gli oppositori, i giornalisti e i dipendenti statali, ma anche gli avvocati turchi.

La carcerazione degli avvocati turchi e degli oppositori

Il 15 luglio del 2016, in Turchia vi fu un fallito colpo di Stato. Secondo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, colui che avrebbe orchestrato il golpe sarebbe l’imam Fethullah Gulen. Gulen, ex alleato del presidente fuggito in Pennsylvania del 1999, nega tuttavia il suo coinvolgimento, e sostiene il che il suo sia un movimento pacifico.

Dal giorno del tentato golpe, il governo di Ankara ha iniziato una serie di “purghe” senza fine alle reti di persone connesse a Gulen. Ha cercato di reprimere il dissenso facendo chiudere dozzine di giornali locali e canali mediatici. Dopo il fallito colpo di Stato, sono state arrestate oltre 80 mila persone. Inoltre, più di 150 mila dipendenti pubblici sono stati licenziati. Il governo ha preso di mira anche le forze militari turche, licenziando 330 piloti dell’Aeronautica e migliaia di ufficiali di esercito e Marina.

Gli oppositori presunti alleati di Gulen sono vittime di torture, minacce e arresti. Nel mirino del presidente Erdogan non vi sono però solo giornalisti, dipendenti statali e oppositori, ma anche molti avvocati.

Infatti, secondo l’Arrested Lawyers di Londra, dal 2016 a oggi avrebbero subito un procedimento penale oltre 1500 legali. Di questi, 580 sono in carcere, e già 109 hanno ricevuto una condanna.

Le condanne e le detenzioni dei legali turchi

Per questi avvocati, l’accusa è quella di terrorismo. Quindi, in base all’articolo 314 del codice penale, potrebbero essere condannati a una pena detentiva che va dai 7 ai 22 anni.

Molti legali denunciano torture e intimidazioni. Uno di loro dichiara: “Mi hanno messo una pistola alla tempia e mi hanno obbligato a recitare la Shahada”. Un altro dice invece: “Mi hanno strappato di dosso i vestiti e mi hanno minacciato di stuprarmi con un bastone”. Un altro avvocato ancora afferma di essere stato ustionato con le sigarette. Sottolinea però che tutti sono accompagnati dal medico del carcere, e non possono denunciare nulla, in quanto è il torturatore ad accompagnarli.

I casi degli avvocati turchi Ebru Timtik e Aytac Unsal

Gli avvocati imprigionati chiedono un processo equo. Infatti, sostengono che non possano essere accusati per aver difeso i diritti dell persone che si oppongono a Erdogan. Molti hanno iniziato lo sciopero della fame. Il 27 agosto, è morta la prima legale per uno sciopero della fame. Si chiamava Ebru Timtik, e da 238 giorni non si nutriva. Aveva iniziato lo sciopero della fame perché voleva un processo equo. Aveva ricevuto una condanna a 13 anni e mezzo di carcere insieme ad altri 17 colleghi per appartenenza a un’organizzazione terroristica. L’organizzazione sarebbe il partito Fronte Rivoluzionario per la Liberazione del Popolo, un movimento clandestino di estrema Sinistra nella lista europea nelle entità coinvolte in atti di terrorismo.

L’avvocato Timtik ha sempre negato ogni tipo di accusa, e ha sempre chiesto un processo equo. Infatti, secondo lei, la avrebbero associata a questo gruppo solo perché era un’oppositrice del governo Erdogan.

Ora, l’avvocato Aytac Unsal, che aveva iniziato da 245 giorni lo sciopero della fame, è stato rilasciato dopo la decisione della Corte di Istanbul.

In Turchia, dopo il fallito golpe del 2016, gli avvocati sono equiparati ai loro clienti e accusati degli stessi crimini.


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