Il presidente dell’Abbac Campania così reagisce- “Bene i blitz svolti dai carabinieri in falsi agriturismi in Irpinia, ora l’inchiesta si estenda anche verso altri territori e si dispongano azioni di controllo interforze per scovare anche i tanti finti affittacamere. In Cilento, la stessa Irpinia e l’Alto Beneventano, come in altre aree interne,  in tanti hanno usufruito di contributi economici a fondo perduto per ristrutturare abitazioni private e casolari, affittacamere solo sulla carta, con il solo scopo di drenare risorse pubbliche e senza alcun vero impegno nell’ospitalità turistica ricettiva. E’ ora di fare chiarezza e tutelare chi opera concretamente nell’accoglienza. Secondo l’associazione di categoria vi sarebbero molti affittacamere, presenti negli elenchi regionali, che difatti non operano come previsto dalla normativa regionale, e nati al solo scopo di giustificare i costi di ristrutturazione di immobili di proprietà privata. “Usufruendo dei finanziamenti di passati bandi europei e regionali, in tanti avrebbero difatti ottenuto contributi al 50% a fondo perduto finalizzati alla realizzazione di affittacamere che però non hanno mai concretamente aperto. Nessun adempimento effettuato neppure per quanto attiene all’obbligo di assumere personale,  previsto come requisito necessario per l’ottenimento dei fondi. “E’ utile che si faccia chiarezza, come pure scovare tanti finti agriturismi, spesso solo ristoranti senza alcuna produzione agricola cosi come prevista dalle normative – continua – Se si aggiungono i tanti finti bed & breakfast e chi utilizzando le piattaforme online, mette in rete immobili al solo scopo di affittarli senza alcun criterio di qualificazione ed autentica ospitalità, ci si rende conto che il turismo, autentica risorsa del nostro territorio, rischia di essere ulteriormente dequalificato, rendendo vano lo sforzo di quanti tra imprenditori e gestori autentici, svolgono non solo durante l’estate ma in tutto l’anno per garantire vera accoglienza

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