Avamposti esercito turco evacuati nella Siria settentrionale

L'esercito Arabo Siriano pronto a prendere possesso di tutte le basi abbandonate.

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Avamposti esercito turco evacuati

Gli avamposti dell’esercito turco saranno evacuati nella Siria settentrionale. Convogli di personale militare e attrezzature lasciato 4 dei 12 avamposti. Posti istituiti da Ankara nella regione per “monitorare” il fragile cessate il fuoco nella provincia siriana nord-orientale di Idlib. Le torri di controllo e le attrezzature logistiche all’interno della base sono state abbattute e le pareti sono rimosse. L’esercito arabo siriano, che ha circondato la base da tutti i lati, dovrebbe prendere il pieno controllo della zona che è diventata il punto più debole della Turchia contro gli attacchi militari. Le forze turche stanno attualmente rafforzando le loro posizioni nei restanti posti di osservazione della regione. Anche se gli analisti prevedono che molte altre basi di questo tipo potrebbero essere lasciate nel prossimo futuro.

Perché gli avamposti sono evacuati dall’esercito turco nella Siria settentrionale?

Dopo le riconquiste territoriali di Assad, i turchi sono costretti a lasciare la base di Morek e diversi altri siti di questo tipo. Isolati al di fuori della zona di controllo del governo siriano. Non potevano più servire al loro scopo originario, cioè monitorare le violazioni del cessate il fuoco. La Russia e il governo siriano cercano di spingere la Turchia verso nord, o almeno di evacuare questi posti di osservazione. Ovviamente, entrambe le parti hanno raggiunto una sorta di accordo in base al quale la Turchia ne eliminerà quattro. Questo non porterà a cambiamenti critici nella situazione sul campo. Al contrario, c’è un accumulo di presenza militare turca nella zona, quindi non mi aspetto un ritiro su larga scala delle truppe turche.

Idlib rimane il roccaforte dei cosiddetti “ribelli”

La provincia di Idlib rimane una delle ultime zone della Siria detenute dalle forze ribelli. I quali continuano ad operare gruppi di opposizione sostenuti dai turchi. Anche se i combattimenti si sono in gran parte attenuati dopo l’accordo di cessate il fuoco mediato da Russia e Turchia il 5 marzo. Secondo i termini dell’accordo, le truppe russe e turche dovevano stabilire un corridoio di sicurezza su entrambi i lati dell’autostrada M4. Autostrada per niente sicura che attraversa la provincia di Idlib da est a ovest. Il comando militare dei due Paesi accetta di condurre pattugliamenti congiunti su questa autostrada. Anche se in realtà queste operazioni sono ripetutamente interrotte e rinviate.

15.000 truppe dell’esercito turco in avamposti su tutta la Siria del Nord

Ad oggi, tra le 10.000 e le 15.000 truppe turche sono dispiegate a Idlib, dove Ankara si è impegnata a disarmare gli insorti. Quest’ultimi associati ai gruppi armati estremisti che rimangono nella regione. Secondo i media turchi, i convogli di materiale militare continuano a sostenere la posizione di Ankara a Idlib. A Orhan gli sforzi per rifornire i posti di osservazione nel territorio controllato dalle forze del governo siriano sono più difficili negli ultimi mesi.

I turchi si trovano senza una protezione russa

La Russia non ha fornito alcuna garanzia di sicurezza per i convogli turchi che consegnano tutto il necessario al personale di questi posti di osservazione. Le operazioni turche per consegnare merci in aree controllate dal regime siriano richiedono scorte russe. Tutto questo dopo che a settembre le delegazioni turca e russa hanno avuto colloqui sulle crisi in corso a Idlib e in Libia. I funzionari russi, secondo alcuni rapporti, hanno espresso il desiderio che le truppe turche lascino alcuni dei posti di osservazione durante i colloqui.

Proteste della popolazione contro l’esercito turco a Morek e Surman

Il ritiro dell’esercito da Morek è un tentativo della Turchia di proteggere le truppe in caso di nuovi combattimenti con il governo siriano. Questo è un segno di ulteriore indebolimento dell’accordo tra Turchia e Russia sulla Siria. Ma ci sono anche una serie di proteste a Idlib contro la continua presenza militare turca a Morek e Surman. I turchi hanno apertamente appoggiato i militanti nel Nord della Siria con armi e addestramento. Addirittura nel conflitto tra armeni e azeri utilizzano questi militanti inviandone 3000 in Nagorno Karabakh.

Le pressioni del Parlamento Europeo non hanno scalfito la Turchia

Infine, di recente è aumentata la pressione diplomatica su Ankara. Ciò a causa dell’interferenza in Siria da parte di alcuni leader dell’Unione Europea. 68 membri del Parlamento Europeo chiedono alle forze armate turche e all’opposizione sotto il loro controllo di “porre fine alla loro occupazione illegale” nella Siria settentrionale e di ritirarsi dalla regione. Questa richiesta è formulata nella lettera che presentarono al Consiglio per i diritti umani dell’ONU. A seguito del rapporto della commissione d’inchiesta internazionale sulla Siria. I firmatari del Parlamento europeo chiedono al governo turco di cessare “il sostegno politico, economico e militare a tutti i gruppi” coinvolti in “sistematiche violazioni dei diritti umani”. Come descritto nel rapporto della commissione d’inchiesta internazionale sulla Siria. Ad oggi il Parlamento Europeo non ha ancora ricevuto una risposta dalla parte turca.


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