Concedersele a merenda va bene, ma di tanto in tanto, visto l’alto contenuto di amido e carboidrati.

Simbolo della stagione autunnale, le castagne rievocano passeggiate lungo sentieri al margine dei boschi, ma anche piazze cittadine dove campeggiano i carretti dei venditori ambulanti di caldarroste.
Da un punto di vista alimentare, possono essere considerate un frutto, ma rispetto a mele, pere e agrumi possiedono una componente decisamente maggiore di carboidrati. Un’altra caratteristica delle castagne è rappresentata dall’amido, pari a circa il 25% del loro peso, che le rende accomunabili alle patate.

I modi per cucinarle sono davvero tanti e ognuno porta con sé un diverso valore energetico. Se le castagne bollite regalano 120 calorie per 100 grammi, quelle arrostite salgono a 193, mentre consumandole essiccate si arriva a 287. Se stiamo seguendo un regime ipocalorico o vogliamo stare attenti alla linea, meglio quindi optare per la bollitura, ma possiamo anche concederci una porzione di caldarroste per merenda ogni tanto, a patto di evitare i carboidrati la sera a cena. Al di là del tipo di cottura, le castagne si rivelano un vero e proprio toccasana di questa stagione: sono fonti preziose di minerali, soprattutto il potassio. La loro ricchezza di fibre, principalmente insolubili, inoltre, le rende particolarmente utili per chi ha problemi di stitichezza perché insieme a molte tipologie di verdure e ai cereali integrali contribuiscono a mantenere sana la nostra flora batterica.

Un buon consiglio è inserire le castagne all’interno dei pasti principali anziché a merenda (dove possiamo concedercele solo di tanto in tanto). Con l’arrivo del freddo possiamo preparare una deliziosa zuppa di castagne, meglio ancora se abbinata a verdure di stagione come la zucca o i porri. La farina di castagne può essere miscelata a quella di grano per la preparazione di maltagliati, trofie e altre tipologie di pasta fresca, donando un inconfondibile gusto dolce ai vostri primi.

Anche chi soffre di diabete può consumarle, tuttavia è sempre bene consultarsi con il proprio medico per capire come inserirle e in quale quantità all’interno della propria alimentazione. Un discorso analogo va fatto per chi ha problemi di digestione, colon irritabile, meteorismo e gonfiore addominale. Per tutti gli altri via libera al consumo una o anche due volte a settimana.

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