Auto elettriche ed ecologia: una storia complicata

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Adesso vi facciamo una domanda: dal punto di vista dell’ecologia, le auto elettriche sono le migliori? Già immaginiamo un coro di si. Eppure la risposta non è così scontata come potrebbe sembrare. Non sono poche infatti le teorie e gli studi che dimostrano il contrario, ossia che i veicoli a batteria siano addirittura più “sporchi” di quelli a pistone. Queste teorie sono oggetto di commento di un post sul blog del giornalista Nicola Porro, il quale pubblica la lettera di Domenico Salimbeni, ex docente di ingegneria elettrica all’Università di Cagliari. Il prof non usa mezzi termini per definire la transizione elettrica che stiamo vedendo in Europa, bollandola come un “suicidio”. Nel 2035 l’UE vieterà la vendita di motori a combustione, obbligando di fatto all’impiego di sole vetture elettriche.


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Auto elettriche: qual è il problema dell’ecologia?

Secondo il prof. Salimbeni, la politica non ha valutato bene l’impatto ambientale dei veicoli. La tesi di fondo è che le emissioni allo scarico sono solo la punta dell’iceberg di un processo ben più ampio che comporta l’impatto vero di un mezzo di trasporto. Contano anche i processi di produzione, le materie prime scelte, le tecnologie di costruzione, l’energia spesa. Da questo punto di vista, le auto elettriche impattano di più delle auto termiche, a causa della necessità di materie prime più impattanti. Per “ripulire” le EV è necessario studiare a fondo la scelta dei materiali e le tecnologie costruttive, e soprattutto garantire che l’elettricità venga da fonti a impatto zero. È notizia di pochi giorni fa che la Autorité de Règulation Professionnelle de la Publicitè, il garante francese sulla pubblicità, ha ammonito la Renault, che negli spot sulla Zoe la consigliava per combattere l’inquinamento atmosferico. Per la ARPP è pubblicità ingannevole, in quanto non spiega che per non inquinare occorre elettricità da fonti non inquinanti.

Il nodo delle onde elettromagnetiche

La preoccupazione del prof. Salimbeni è anche un’altra. Le auto elettriche sono dotate di batterie, che accumulano l’elettricità che impiegano per muoversi. Il flusso di corrente supera il centinaio di Ampere, generando campi magnetici non trascurabili. È mai stato fatto uno studio approfondito sugli effetti dei campi magnetici di milioni di veicoli? Secondo uno studio del Centro Comune di Ricerca JRC di Ispra, ad opera del vicedirettore dell’Unità di trasporto sostenibile, i campi magnetici di milioni di auto potrebbero creare grossi problemi di diversa natura. Ad esempio, potrebbero interferire con i pacemaker, o con i sistemi di guida automatica. C’è poi il nodo delle batterie, la cui efficienza energetica è ben distante da quella dei carburanti delle vetture termiche (siamo al 30% circa). Per ottenere autonomie accettabili i costruttori devono produrre batterie sempre più grandi e pesanti, la cui costruzione richiede maggiori emissioni di sostanze climalteranti.


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